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Verdon "rapide et furieux"

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  • Verdon "rapide et furieux"

    Eh sì… perché i francesi traducono tutto, specialmente l’inglese, quindi “fast and furious” sarebbe stato fuori luogo.

    Questo è un viaggio compiuto in un modo al di fuori dai miei schemi classici: chi mi conosce bene sa che amo, nei miei giri, inframezzare al piacere di guida diverse soste a borghi caratteristici o curiosità naturali o manufatti (forti, castelli, miniere…), ritenendo che chi compie tour de force dall’alba al tramonto allo scopo di far salire le centinaia del contakm non veda altro che asfalto... ma questa volta no, per i seguenti motivi:
    1. Queste zone le conosco bene da oltre vent’anni, le ho girate appieno nel dettaglio;
    2. Avevo voglia di alzare un po’ la mia asticella della resistenza in moto, così, per gioco;
    3. Tra tre settimane ci torno in auto e mi fermerò otto giorni, avrò tutto il tempo di rivedere i luoghi.
    Così alle sei del mattino di sabato 20 agosto 2022 esco dal box. Colazione al forno aperto h24, rifornimento e via verso Cuneo: alle 9.40 sono a Vinadio (dove sorge, per inciso, il bellissimo Forte Albertino); qui la strada SP255 del Col de la Lombarde si stacca dalla SS21 del Colle della Maddalena: tra 20 km sarò in Francia. L’idea era nata nei giorni precedenti e poi, guardando la cartina, avevo pensato più o meno “beh, io vado avanti e invento il giro al momento, quando sono stanco mi fermo”.



    E’ la terza volta che salgo la Lombarde, ma è la prima che lo percorro da Italia verso Francia: è molto meglio così perché mentre il versante francese (D97) è una ampia due corsie che serve la stazione sciistica di Isola 2000, il lato italiano è un piccolo Gavia, più facile ma pur sempre un piccolo Gavia, stretto e con i tornantini secchi all’inizio. Non faccio la deviazione per il santuario di Sant’Anna, ci sono già stato.
    Sceso nella valle della Tinée lungo la D2205 salgo per la D30 del col de la Couillole: è un passo poco noto della RdGA (tutti preferiscono passare dalla Bonette) ma piacevole. Il paese di Roubion merita una breve sosta, sembra una piccola Pentedattilo e c’è un punto panoramico raggiungibile in pochi minuti a piedi.



    A Beuil si devia sulla D28, si infilano le Gorges di Cians e si inizia ad apprezzare la variabilità geologica della Francia: mille panorami diversi in cento chilometri. I punti più arditi della strada che percorre le Gorges Superieures sono ormai bypassati da gallerie ma una venticinquina di anni fa feci in tempo a percorrerle: ora sono accessibili solo a piedi e sono eloquentemente ingombre di detriti di scisto rosso, dal pietrisco al masso di un metro. Spettacolare la strettissima forra della Grande Clue dove le pareti della gola arrivano quasi a toccarsi. Già nelle Gorges Inferieures la roccia rossa lascia spazio alle marne e ai calcari sui toni del grigio-bianco.



    Sosta-pappa a Puget-Theiners nella valle del Var, punto di partenza del Train des Pignes, il convoglio turistico a vapore che percorre la linea per Digne. Qui non proseguo per Entrevaux (se non l’avete mai vista, andateci) e devio per la D2211A che porta alla Clue de Riolan e successivamente sulla stretta strada parallela per la Clue d’Aiglun dirigendomi per Saint-Auban , Le Logis-du-Pin e successivamente (D21) per Comps-sur-Artuby.



    Ho deciso, voglio arrivare al lac de Sainte-Croix, dopo il Canyon del Verdon che percorrerò sulla riva sinistra, la D71 Corniche Sublime, che annovera almeno tre punti panoramici spettacolari: il Point Sublime, il ponte sull’Artuby e la Falaise des Cavaliers. Al Pont du Galetas che scavalca il Verdon nel suo sbocco nel lago mi prende la tristezza: il fiume che sarebbe navigabile con canoe e pedalò per almeno un chilometro in risalita (lo feci la solita venticinquina di anni fa) è un rigagnolo e il lago artificiale mostra ampie spiagge dovute all’abbassamento delle acque.



    La app di Booking mi trova un hotel poco fuori Riez, 15 km oltre Moustiers-Sainte-Marie: quest’ultimo è un paesino stupendo dove mi sarebbe piaciuto passeggiare la sera ma prenotando all’ultimo momento (non sapevo dove mi sarei fermato, ve l’ho detto) non ho trovato nulla. Cena a Riez (ottimo confit de canard) e nanna.

    La mattina di domenica 21 parto alle 9, tanto la sera non avrò hotel da prenotare: ripercorro la strada D952 fino a Moustiers e che prosegue sulla sponda destra. A La Palud devio per la D23 Route des Crètes, l’arditissimo anello che porta a punti vertiginosi sul Canyon: questa strada è in parte a senso unico e va percorsa in senso orario… e con molta attenzione specie dopo lo scollinamento: quando si scende, in certi punti par di volare dato che sembra che davanti non ci sia più niente.



    Dirigo verso Castellane e il lac de Castillon, la D955 e la N202 sono belle strade scorrevoli… ah dimenticavo: tutte le strade che ho percorso erano pochissimo trafficate, in più i francesi hanno un occhio di riguardo per i motard, se un auto sta facendo da tappo, appena può accosta mettendo la freccia (se le auto girassero senza targa saprei riconoscere i francesi dagli italiani, “noi” non ci spostiamo) e io ricambierò un paio di volte il favore quando mi troverò qualche corsaiolo a quattro ruote nello specchietto: freccia e accosto, lui supererà ringraziando con le quattro frecce o un colpetto di clacson.
    Deviazione sulla D2202 delle splendide Gorges de Daluis dove ritroviamo gli scisti rossi: qui, mi ripeterò sempre, bisognerebbe accendere la action cam e percorrerle con un filo di gas (anche perchè con due fili si finisce nello strapiombo): una breve deviazione per Villeplane permette di godere di bei panorami sulle gole. La D2202 prosegue per il col de la Cayolle ma, prima, sosta-pappa a Entraunes. Ho un rapporto di odio-amore con il col de la Cayolle: mi piace perché è molto selvaggio (come tutta questa parte di Francia) ma è terribilmente lungo e lento con i suoi 60 km da Guillestre a Barcelonnette dove si arriva col cambio numerazione strada in D902 (si è cambiato dipartimento).



    D900 per Jausiers (dove resisto al salire al col de la Bonette, sarebbero altri 45 km e poi ci sono già passato almeno quattro volte, forse cinque) e per Tournoux dove il grande forte addossato alla parete domina la valle, quindi deviazione sulla D902 (un’altra? Sì, mantiene la numerazione del dipartimento confinante… che casinisti questi francesi) per salire al bel col de Vars, da qui erano davvero tanti tanti anni che non passavo, godendomi sulla discesa per Guillestre la bella vista sulla cittadella di Mont-Dauphin, fortificata da Vauban (visitata otto anni fa) e via, sempre D902, ci si infila nel Queyras. Anche qui desisto dal deviare per Aguilles e il Grand-Belvedere dove si ammirerebbe il Monviso da dietro, prima o poi lo farò, né tantomeno vado verso l’Agnello perché…



    … perché ormai è più breve rientrare da Briançon e posso rivedere (e mi fermo tutte le volte) la Casse Deserte al tramonto, sulla rampa sud dell’Izoard, per me il punto panoramico più bello del passo più bello della Route des Grandes Alpes. Su al passo è tutto un cantiere, stanno rifacendo il piazzale monumentale sotto l’obelisco, varrà la pena tornare per vedere la nuova sistemazione. Finalmente scendo a Briançon e qui, per forza, ricomincia il traffico che si concretizzerà in un paio di camper che faranno da tappo per un buon tratto della salita verso il Monginevro. Sosta caffè (in Francia non ne bevo per le ovvie ragioni) a Claviere e poi giù, Oulx, autostrada, Torino e alle 21 sarò a casa.

    Niente male: dodici-tredici al giorno ore in giro, di cui nove-nove e mezza di guida, una millata di km (più verso i 1100 forse) e mi sono stra-divertito: potrei fare una cosa del genere anche sulle Dolomiti…

    Tutte le foto qui

    Ultima modifica di IL_BianConiglio; 24-08-22, 10:44.
    IL_BianConiglio
    Cavaliere dell'Ordine dell'Orologio Indietro e BFS per investitura del SdR
    su destriero d'acciaio
    Carpe Diem
    - (Antonio su BMW K1100LT my1992)

  • #2
    Complimenti Antonio bel giro

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    • #3
      Bellissimo, complimenti.....e che fisico!
      ...Viva...
      https://www.facebook.com/celeste.serena https://celesteserena.wixsite.com/ilmiosito

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      • #4
        'O Professore non si smentisce....chapeau!

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        • #5
          Luoghi che amo.
          paolo

          "Ogni tanto una zingarata fa bene al cuore". (Giorgio)

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          • #6
            Ti leggerò con calma ...............
            facebook = Franco Marizza (aquilasolitaria)
            http://www.youtube.com/watch?v=ZAZ-iul2Li4
            http://www.youtube.com/watch?v=voIbHDwLSYI

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            • #7
              alcuni dei posti e dei passi li ho visti, la Lombarda però non mi è piaciuta, troppo stretta come strada.

              per uno che vive al nord (non troppo est) si può fare anche un bel giro del genere dormendo fuori una notte sola! grazie del report.
              Moto Guzzi Breva 1200 "cigno nero" (190.000km). club degli illusi tessera n. 92 BFS n 13
              è severamente vietato dare da mangiare alle scimmie altrui....

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