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Capo Nord estate 2012

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  • Capo Nord estate 2012


    Non sono bravo a scrivere e pure con le foto, difficilmente riesco ad esprimere ciò che vorrei.
    L'infortunio alla mano mi ha procurato, insieme a tanti problemi, anche molto tempo libero.
    Ho deciso quindi di mettere per iscritto i ricordi di questo mio primo lungo viaggio in solitaria, prima che il tempo se li porti via.
    Non aspettatevi quindi niente di eccezionale o straordinario, è un viaggio fatto da tanti e tanti hanno fatto dei report fantastici. Io l'ho scritto dopo più di due mesi, cercando di ricordare. Guardando le foto e iniziando a scrivere tornavano alla mente diversi episodi, che mi hanno fatto maggiormente apprezzare questa bella cavalcata.

    06/07/2012

    http://goo.gl/maps/EZBCq

    E' veramente caldissimo. La moto è quasi, pronta per il grande viaggio.
    Riesco comunque ad addormentarmi abbastanza presto. La partenza è prevista per le 4,00.
    Tutto come previsto, mi sveglio bene, faccio colazione e mi vesto.
    Attacco le 2 laterali e mi accorgo che c'è qualcosa che non va. Un supporto del telaio Givi è dissaldato. Questo non ci voleva. Non posso partire in queste condizioni e non c'è nulla che io possa fare. Me ne torno a letto e piazzo la sveglia alle 7,00. Sono stupito di me stesso e del mio self control.
    Alle 8 trovo un fabbro, che mi fa la saldatura e alle 9 riesco a partire.



    Ho perso tante preziose ore di fresco, che mi avrebbero permesso di attraversare l'afosa pianura padana in scioltezza. Anche la tappa dovrà essere ridimensionata.
    Il traffico è molto intenso fino a dopo Bologna, si sta pure fermi a tratti. Anche sulla A22 si va a rilento, fino al Brennero.





    Esco prima del confine e mi fermo a mangiare un hotdog, proprio al valico.
    Compro la vignette e dirigo verso Innsbruck, seguendo la statale, per evitare il costoso pedaggio del ponte Europa. Rientro in autostrada puntando verso est e poi verso nord e la Germania.
    Appena passato il confine inizia il valzer dei cantieri ed anche un tremendo nubifragio.
    Quando arriva a secchiate e inizio a sentire dell'umido nelle mutande mi fermo in un'area di sosta.
    Con tempestivo ritardo indosso l'antipioggia, ma giacca e pantaloni sarebbero stati provvisti di membrana interna impermeabile/traspirante.
    Non posso stare fermo tanto, anche perchè non è detto che smetta.
    Mangio una bel pezzo di Milka con le nocciole e riparto, sempre sotto il diluvio.
    L'assenza di limiti dell'autobahn me la godrò un altro giorno.
    Supero Monaco di Baviera e raggiungo la città dell'Audi, Ingolstadt.
    Dall'autostrada vedo l'insegna di un hotel della catena B&B, con cui mi son sempre trovato bene in Francia, sono stanco e umido, meglio fermarsi. Esco alla prima uscita e torno in dietro. Arrivo alla reception e fortunatamente c'è una camera libera. Pagamento anticipato, non è caro, considerando anche l'abbondante colazione, ed il parcheggio interno videosorvegliato. La camera non è grande, ma è confortevole. Stendo tutti i capi bagnati, nella speranza che una nottata basti ad asciugarli. Doccia e un salto all'adiacente Burger King, al cui interno spunta simpaticamente da una parete, il posteriore di una A3 rossa.
    Scelgo una cassa e mi metto in fila. Ovviamente nell'altra cassa vanno più veloci, ma il commesso, mi fa un cenno di cambiare fila, è il mio turno, anche se ero nell'altra coda, da loro funziona così.
    Ottimo l'hamburger, esagerata la quantità di patate fritte.
    Sfrutto un po il WiFi e poi a letto.
    DF3, BFS5

  • #2
    07/08/2012
    http://goo.gl/maps/BqI7v

    Sveglia all'alba. Il meteo promette bene. In attesa di fare colazione cerco di guadagnare tempo iniziando a preparare i bagagli. Questo rito, che mi accompagnerà nelle prossime due settimane, mi farà perdere sempre parecchio tempo.Alcuni indumenti sono ancora molto umidi, ma poco importa, si asciugheranno nei primi Km.



    La moto è pronta e si riparte.Finalmente posso sfogarmi. L’autobahn e la sua assenza di limiti sono una novità per me.Fantastico andare a manetta essendo in regola. Faccio alcune belle “tirate” fino a quasi 210 Km/h, ce ne sarebbe ancora, ma meglio non esagerare. Bauli laterali, maxia posteriore e sacca sulla sella potrebbero avere dei problemi. Dove i limiti e le condizioni del traffico lo consentono, mi impongo una velocità di crociera di 180 Km/h…..6000 giri. La Crosstourer fila liscia, ma il consumo a questi ritmi e con la moto così carica è importante.Alla partenza ci sono solo 14 gradi, col passare delle ore arriveranno a 20.La strada scorre tra una miriade di cantieri. Non so se ho capito bene, ma credo si festeggino i 75 anni dall’inaugurazione dell’autobahn ed è per questo forse, che si sta rifacendo il trucco.Come consigliato da diversi amici faccio coincidere le soste carburante, con le esigenze fisiologiche.I cessi delle stazioni di servizio sono in condizioni eccellenti, ne vedo uno, dove addirittura avviene una pulizia automatica della ciambella dopo l’utilizzo, per accedervi comunque occorre passare dei tornelli e pagare, (conservando lo scontrino si ha uno sconto nel successivo). Scopro una tipologia di tramezzino, che mi piace abbastanza, unico problema reperire acqua potabile gratuita. La Germania è abbastanza monotona. C’è molto verde, ma il paesaggio non ha grandi variazioni. Pale eoliche e puzza di letame mi accompagnano per tutta la giornata e si alternano alla pioggia, comunque mai forte e fastidiosa. Ad un certo punto il traffico si fa più intenso, sono in prossimità di Amburgo. Già da molto lontano si vedono immense gru portuali. Il tunnel sotto l’Elba lo attraverso a passo d’uomo con la ventola che attacca in continuazione. Poco prima del confine danese, mi fermo per l’ultimo pieno in euro e nell’area di sosta vedo un bel centro Hein Gericke. Chissà perché sono molto attratto dall’abbigliamento in goretex. Sarà mica perché il giorno prima mi son bagnato? Faccio uno sforzo e non compro nulla. Varco il confine e sono in Danimarca. E’ la prima volta per me in questa nazione. Il panorama non è variato molto. Ho ormai percorso circa 1000 Km in questa giornata e decido di fermarmi. Esco dall’autostrada e chiedo al gps. Capito in un camping, ma è caro e non mi piace. Poco più avanti vedo un motel. Mi dirigo alla reception dove c’è un anziano invalido. Con un po’ di inglese e scrivendo numeri su un foglio capisco quanto costi il pernottamento, che comprende la prima colazione. Sono l’equivalente di 65 euro circa. Accetto. Mi fa cenno che posso parcheggiare sotto la tettoia e la cosa non può che farmi piacere.



    La struttura è li da molto tempo, lo dicono le vecchie foto che la ritraggono, appese alle pareti. Ha una forma strana, c’è un corridoio lunghissimo.



    La moquette e l’odore di polvere imperversano. La camera è decente, ma molto buia. Il bagno è veramente qualcosa di rimediato, ma pur sempre privato.



    C’è il WiFi gratuito. A due passi c’è una stazione di servizio che come al solito vende hamburger, hotdog ed altri prodotti alimentari e così la cena è servita. Solita routine mattutina, con una bella sorpresa a colazione. C’è di tutto, affettati, formaggi, marmellate, torte, brioches ed un pane burroso veramente speciale. Mi colpisce la presenza di molti grandi thermos fatti a caraffa. Bianchi, contengono semplice acqua calda. Neri: acqua nera calda…..caffè.
    DF3, BFS5

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    • #3
      08/08/2012
      http://goo.gl/maps/k6T4l

      Di nuovo in sella. Riprendo l’autostrada, che scorre ordinata e con poco traffico tra verdi campi e qualche capannone industriale. Dopo un po’ un bel ponte sospeso, che finalmente rompe la monotonia del paesaggio. Più avanti Copenaghen. Mi fermo a rifornire nei pressi dell’aeroporto poi imbocco il tunnel sottomarino che mi porterà sull’isoletta da cui spunta il lungo ponte che mi porterà a Malmo, in Svezia. Il tunnel ed il ponte hanno un certo fascino, da quest’ultimo poi si gode anche di una bella vista, che di sicuro non lascia indifferenti. Finito il ponte ci sono dei caselli, imbocco quello in cui si paga con la carta di credito ed in un attimo sono sull’asfalto svedese della E6. Ogni tanto piove, ma è roba da poco, invece il vento laterale si fa fastidioso, il mare del Nord non è lontano.





      I Km scorrono e arrivo a Goteborg. Il tempo è migliorato e la temperatura si è alzata parecchio fino a 25°. Rifornimento e pranzo in un Mc Donald e poi dritti verso l’interno, per la E45, che non è quella che collega Ravenna ad Orte. Da Vänersborg si inizia a costeggiare un enorme lago, il Vänern. Il paesaggio si fa tipico: campi verdi, boschi, specchi d’acqua e casette colorate, quelle che si vedono nelle foto degli altri e nelle brochure. La strada è bella, anche se troppo dritta, i limiti si rispettano facilmente e gli autovelox, comunque ti riprendono da davanti.



      Seguo le indicazioni per un camping, ma arrivato sul posto non c’è nulla e nessuno, mi rimetto su strada e ne trovo un altro. Rispolvero un po’ l’inglese e affitto per una notte una specie di stanza, con 4 posti letto, un bel bagno grande, un angolo cottura e un balcone. L’edificio è una costruzione in legno con solo piano terra. I letti sono tipo cuccette, due sopra e due sotto, con delle tendine per oscurare ogni singolo spazio. La moto la parcheggio di fronte all’ingresso. Le altre stanze sono occupate da gente dell’est che mi pare si dedichi alla pesca, oltre che alla manutenzione dei propri mezzi.





      Faccio due passi, mi guardo un po’ intorno, ma non c’è nulla. Rientro e ceno con una delle mie specialità. Posso scegliere tra tutte le varianti possibili di risotti in busta. A me non dispiacciono e li trovo molto pratici se entrambe le porzioni sono per me.
      DF3, BFS5

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      • #4
        09/08/2012
        http://goo.gl/maps/1VzrM

        Sveglia di buon’ora e colazione come a casa, con caffè e brioches confezionata di origine italiana. La notte ho riposato bene e finalmente ho provato il sacco lenzuolo del decathlon. Purtroppo ho dimenticato la federa, così decido di sacrificare una t-shirt che adempirà alla funzione per tutto il viaggio. Materassi, cuscini e coperte, non sono il massimo. Perdo sempre molto tempo la mattina, ma alla fine sono in strada.





        La temperaturà è sui 9° e dopo alcune ore inizio a soffrire il freddo, soprattutto alle mani. Accidenti a me e a quelle manopole riscaldate che non ho montato. Per fortuna ho i sottoguanti riscaldati della Klan, oltre ad un paio di guanti invernali. Indosso pure l’imbottitura della giacca ed i pantaloni antipioggia, nonostante il sole. In tutto il giorno comunque le temperature non passeranno mai sopra i 14°. La strada è sostanzialmente dritta, boschi, laghi dall’acqua molto scura e casette rosse si alternano con costanza.







        Ogni tanto compare un paesello un po’ più esteso. Sulle strade le auto più presenti sono le Volvo, dagli anni ’60 ai giorni nostri. Ci sono anche molte vecchie auto USA. Praticamente tutti hanno il gancio di traino ed in ogni casa si vede parcheggiato almeno un carrello. Altra cosa immancabile su qualsiasi genere di auto e sui tir è il bull bar a cui sono attaccati almeno 2, (ma quasi sempre molti di più), fari supplementari. Appena il tempo di beccarmi una fitta pioggia, che vedo un camping. C’è una hytte da 4 libera. La pago molto cara ed in più devo fare anche le pulizie prima di lasciarla. Cena, doccia, telefonate di rito e a nanna.
        DF3, BFS5

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        • #5
          10/08/2012
          http://goo.gl/maps/hqHPG

          Mi sveglio abbastanza presto, anche perché la luce non manca e mi accorgo che c’è una discreta nebbia e la temperatura arriva a 8 gradi.





          Non amo il freddo, ma avendo scelto questa destinazione ho messo in conto un certo clima ed ho portato parecchia roba tecnica. Mi preparo ed aggiungo l’imbottitura anche ai pantaloni. Il paesaggio non cambia molto, continuo a macinare Km tra boschi e laghi. Dopo qualche ora si fa largo il sole e con la luce i colori prendono vita, le temperature iniziano a salire, ma con moderazione.



          Ecco che incontro anche le prime renne e mi vengono in mente le raccomandazioni di motociclisti esperti di queste terre. Caspita me le immaginavo più piccole. Hanno dei palchi maestosi. Non sembrano curarsi molto dei mezzi, pare non siano spaventate, almeno quelle adulte, che restano imobili a bordo strada anche se passa un camion. Le giovani le vedo più agitate, quindi imprevedibili e pericolose. Tutte comunque avvicinandosi a piedi evitano il contatto ed io non insisto.



          Ad un certo punto passo un grande fiume con una corrente abbastanza impetuosa. Mi fermo a guardarlo, mi fa pensare a quei film dei cercatori d’oro dell’Alaska o dell’Oregon e ovviamente ai teneri salmoni, che lo popolano.



          La strada riprende e ad un certo punto inizia un cantiere. Gli svedesi quando rifanno le strade non scherzano. I lavori interessano tutta la sede stradale. Stendono una massicciata di ciotoli grandi come un pugno per un’altezza di circa 40 cm. Ci passano sopra con i rulli compressori, non so quante volte, poi ci mettono qualcosa di più fine per stabilizzare ed infine l’asfalto. Il problema è guidare una moto carica su quei ciottoloni, dove inoltre i mezzi che ti precedono creano anche profondi ed insidiosi solchi. Qualche Km di queste condizioni lo si tollera, ma quando i Km iniziano ad essere diverse decine la cosa inizia a farsi pesante. Da considerare infatti, che comunque ci si muove in mezzo al cantiere, facendo lo slalom tra camion, caterpillar e rulli che sembrano non curarsi di nulla tranne il proprio lavoro. (Completamente diverso il comportamento dei norvegesi, dove i cantieri vengono attraversati a senso unico alternato, dietro una sorta di safety car che fa la spola avanti e indietro). Questo rally mi farà allentare il supporto del navigatore ed uno specchietto. Mi fermo a rifornire e per comprare una chiave da 11 per sistemare il supporto dello zumo. Sono arrivato sul fiume, che credo si chiami Kaaresuvanto, al confine con la Finlandia. Trovo una hytte da un privato, che ne ha diverse. Non accetta carte di credito, ma per fortuna accetta volentieri gli euro. La sistemazione è spartana. Ceno e mi sistemo, ma c’è ancora luce, così decido di fare due passi.



          Credo sia uno dei posti con la maggior concentrazione di zanzare che abbia mai visto, e la temperatura non è nemmeno tanto mite.



          DF3, BFS5

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          • #6
            11/08/2012
            http://goo.gl/maps/50Ls0

            La notte, se così si può chiamare è passata, per fortuna che mi son portato una di quelle mascherine in raso nero, per dormire in ambienti illuminati. Avevo delle perplessità, ma devo ammettere che svolge egregiamente il proprio dovere. Passo il ponte a metà del quale c’è il confine e sono in Finlandia, un altro nuovo stato per me. E’ abbastanza presto, fa freschino e sulla strada non c’è nessuno. Ho la vaga sensazione di una maggior trascuratezza rispetto alla Svezia. La vegetazione assume un aspetto più nordico. Le piante sono più rade e meno alte.



            Il mio passaggio nella terra dei mille laghi è veramente breve e di li a poco mi ritrovo un posto di confine praticamente deserto. Rallento, come da segnaletica ed intravvedo un poliziotto dietro la finestra di un edificio che costeggia la strada. Nulla. Sono finalmente in Norvegia, un’altra novità. Ad un certo punto spunta dal nulla un paesone, Kautokeino, anche se non ne avrei bisogno, precauzionalmente rifornisco, meglio non rischiare, questa zona mi pare scarsamente popolata. La strada prosegue e incuriosito guardo la rilevazione dell’altitudine del GPS. Sono tutte collinette e si va dai 200 ai 300 metri. Il panorama si fa abbastanza brullo, il cielo da velato si è fatto carico di nubi scure. Ad un certo punto la strada, costeggiando un fiume entra in una gola abbastanza stretta. Iniziano delle belle curve. E’ un misto abbastanza veloce, ma dopo 4000 Km di strada praticamente dritta, con le gomme già abbastanza spiattellate, mi trovo un po’ a disagio, come se non sapessi più curvare. Arrivo ad Alta, che attraverso lentamente e facendo estrema attenzione ai limiti. Ora scende una pioggerellina uggiosa, che amplifica la sensazione di freddo.



            Quanto vorrei avere un indumento riscaldato! La meta simbolica del viaggio si avvicina. Scaramanticamente non ho mai detto con certezza di voler arrivare a Nordkapp. Una settimana con questo meteo, probabilmente mi avrebbe fatto cambiare itinerario. Adesso le piante non crescono più, il paesaggio è veramente bruciato dal freddo e dai venti. La strada corre tra il mare e delle pareti verticali di roccia.Ecco finalmente il tunnel. Incute un certo timore reverenziale il sapere che scorre sotto il mare. E’ buio, umido e freddo. Appena fuori c’è un casello, ma non è presidiato, c’è un foglio appeso al vetro della guardiola, ma non cerco nemmeno di capirlo e passo oltre. Una volta a casa apprenderò che il pedaggio non è più dovuto in quanto l’opera si è già ripagata.





            Ci sono molti gruppi di renne, ma ormai ci ho fatto l’abitudine. Passo Honningsvag e riconosco le orrende cisterne della Shell, viste tante volte dalla webcam. Oltre al freddo e alla pioggia ci si è messo anche un fortissimo vento, ma finalmente arrivo al piazzale di Nordkapp. Pago, (non poco) e parcheggio. Mi dirigo all’interno della struttura, mangio qualcosa, compro dei gadgets e delle cartoline, che scrivo e spedisco immediatamente. Visito il centro calandomi anche nelle sue viscere. Infine esco a fare un paio di foto col mappamondo.







            Purtroppo sono arrivate orde di turisti chiassosi, che non mi fanno assaporare la magia del momento. Rientro e mi siedo dietro la vetrata cercando di rilassarmi un po’. Può bastare. Esco e mi guardo intorno. Il mare ha dei colori molto belli, che variano dall’argento al grigio piombo, dall’azzurro al dorato. Sembra la scenografia di un film sugli U-Boot. Riparto alla ricerca di un alloggio. Voglio che sia il più vicino possibile al centro visitatori, così nel caso l’indomani fosse sereno, vi farei facilmente ritorno. Mi fermo al primo camping che incontro. E’ molto isolato. Mi si fa sotto un motociclista francese, mi spiega che la sua Triumph ha un grave problema elettrico. E’ sabato e dovrà aspettare lunedì per ricevere l’assistenza ufficiale. Non vorrei essere nei suoi panni e soprattutto in quel camping fuori dal mondo. Mi dice, che ha tutto quel che gli serve e se ne va nella sua casetta. Anche io mi ritiro. Cena, doccia e a letto, questa volta nel sacco nuovo, fatto per resistere a temperature molto rigide.

            DF3, BFS5

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            • #7
              12/08/2012
              http://goo.gl/maps/kC8Rg

              E’ un nuovo giorno, ma il tempo, inteso come meteo è peggio di ieri. Piove più intensamente, c’è nebbia, in realtà nubi basse e vento. Mi dirigo verso Honningsvag, faccio un giro per il porto e poi passo nella zona residenziale per spiare un po’ questi norvegesi.



              Mi fermo a fare il pieno e qui incontro due coppie di motociclisti italiani, con cui si chiacchiera un po’. Una coppia è con un TDM, e viene da Milano, l’altra coppia è laziale, Viterbo, il pilota è Jonathan, che mi ritroverà poi sul forum Mototurismo. Capiterà anche un altro incrocio lungo la strada. Dopo tanti giorni, da solo, mi fa veramente piacere scambiare quattro chiacchiere con dei connazionali. Io ho risalito la Svezia dalla strada interna E45, molto meno battuta da motociclisti e camperisti diretti a Capo Nord, che più frequentemente scelgono la strada costiera sul Baltico e l’ultima volta che ho parlato in italiano con una persona è stata al Brennero. Mi dirigo poi a Gjesvaer, ma le condizioni climatiche la rendono solo una inutile sofferenza.



              Mentre faccio inversione, con la ruota anteriore centro in pieno un riccio di mare. Ricordandone la consistenza il terrore mi assale, ma fortunatamente non succede nulla. Da questo momento inizia ufficialmente il rientro. Lascio l’isola di Magerøya e quasi subito il tempo migliora, bene questo freddo mi sta entrando nelle ossa ed anche i guanti riscaldati, mi pare non facciano più tanto bene il proprio dovere. Ripercorro la stessa strada verso Alta, ma anche se molto coperto, almeno non piove.



              Scendendo verso sud inizio a percorrere la E6, il tempo va migliorando e comincio a godermi i fiordi.
              Trovo pure un bel camping in riva al mare e con un buon WiFi


              DF3, BFS5

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              • #8
                ...è sempre bello leggere su Capo Nord

                ...bene continua così
                IL PIACERE DI VIAGGIARE
                Francesco - "MANDARINO" BMW GS 1200" - Malmö-Palermo
                http://www.francescoinviaggio.it

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                • #9
                  13/08/2012
                  http://goo.gl/maps/Qp7iP

                  E’ nuvoloso, ma da queste parti quando non piove è già positivo.



                  Mi rimetto in strada, sempre la E6, direzione sud.I panorami si fanno più interessanti, il mare e le montagne innevate, sono un accostamento inusuale per me e per fortuna mi accompagneranno per tutta la giornata. Il problema è che mi fermo troppo frequentemente a scattare foto e so che quando inizio a fare così, alla fine della giornata, i Km percorsi non saranno molti, ma poco importa, sono pur sempre in vacanza.



                  Col passare delle ore, spariscono anche le nuvole ed il cielo completamente terso regala sfondi da cartolina.



                  Attraverso anche degli altipiani, o almeno sembrano tali, in quanto a queste latitudini, a qualche centinaio di metri sul livello del mare è come da noi sopra i 2000 m, dove la vegetazione scarseggia. Passo la città di Narvik, testimone di una cruenta battaglia navale nella seconda guerra mondiale. Narvik rappresentava per i tedeschi l’accesso al ferro proveniente dalle miniere svedesi di Kiruna. L’Ofotfjord, grazie a delle correnti atlantiche calde, non ghiaccia e l’accesso al porto della città di Narvik è sempre aperto.





                  Per fortuna ci sono anche molti ponti che permettono di attraversare velocemente diverse insenature, ad un certo punto però la strada finisce. Mi ritrovo una colonna di auto ferme, pronte per l’imbarco. Chiedo informazioni alla signora che mi precede e attendo. Un addetto passa per il ticket, fortunatamente ha il pos portatile e con la carta di credito effettuo tranquillamente anche questo pagamento. La traversata è rapida, ma la gradisco, è pur sempre qualcosa di diverso. Il mare è una tavola e la moto non viene legata, io comunque la posiziono sul laterale, marcia dentro e freno anteriore tirato con un cordino.







                  La strada riprende con curve veloci e sali scendi, spesso costeggio specchi d’acqua e non capisco se siano mare o laghi,…. peccato che i limiti di velocità siano così bassi. Trovo una bella sistemazione e riesco anche a strappare 100 corone sul prezzo.
                  DF3, BFS5

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                  • #10
                    Bel racconto, belle foto... e quanti ricordi! Grazie.
                    BMW R1200RT Lady Blue
                    http://giulio1954.com
                    http://viaggiandoincontrare.com

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                    • #11
                      Incredibile! Dopo Capo Nord... stesso campeggio e stessa casetta!

                      Alessandro
                      BMW R1200GS TitanSilver MY 2008 km. 107.000
                      http://ale73qde.jimdo.com

                      Commenta


                      • #12
                        Originariamente inviato da Ale73 Visualizza il messaggio
                        Incredibile! Dopo Capo Nord... stesso campeggio e stessa casetta!
                        Miiiiiiiiii, FANTASTICO!
                        DF3, BFS5

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                        • #13
                          14/08/2012
                          http://goo.gl/maps/rdaPM

                          Il sole splende, il cielo è azzurro, sono in vacanza in moto, sono solo, non devo rendere conto a nessuno….cosa volere di più. In strada sto sempre molto attento ai limiti, ho il terrore di incappare in una mega multa. I paesaggi, sempre stupendi tendono a diventarmi sempre più familiari, per cui mi fermo meno frequentemente a scattare foto.







                          Ad un certo punto, durante l’attraversamento di una zona abbastanza selvaggia, colto da impellenti necessità fisiologiche, decido di fermarmi lungo un fiume. Casualmente scopro un simpatico ponticello.





                          La strada prosegue in un paesaggio brullo, artico ed infatti dopo un po’ arrivo al circolo polare. Scatto alcune foto di rito e scambio quattro chiacchiere con dei motociclisti italiani.
                          Due di questi, una coppia di Vicenza, Silvano e Delia, li ritroverò casualmente in un raduno autunnale in Umbria: emozionante.

                          prosegue.....
                          DF3, BFS5

                          Commenta


                          • #14
                            continua....







                            Come al solito verso le 18 inizio a cercare un posto per dormire. Inizia a far tardi, ma ancora non ho trovato una sistemazione per la notte, ma all’ennesimo camping mi fermo e decido che in un modo o nell’altro mi fermerò qui. La richiesta per una hytte senza servizi è veramente esosa. Decido così che è giunta l’ora di utilizzare la tenda. Ho un passato da scout, ma saranno una ventina d’anni, che non uso la tenda. E’ un vecchio igloo da 3, con 2 absidi, con cui ci sono andato in ferie un paio di volte con la mia compagna. E’ stato riposto nella sua sacca fino a qualche settimana fa’, quando gli ho fatto prendere aria nel giardino per valutarne le condizioni. Devo collaudare pure il materassino thermarest e il fornellino. Il sacco invece l’ho già testato. E’ una strana sensazione, mi sembra di tornare indietro nel tempo, cucino in terra e tra poco dormirò in un sacco sotto una tenda.

                            DF3, BFS5

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                            • #15
                              15/08/2012
                              http://goo.gl/maps/TwH8J

                              Mattinata grigia. E’ ferragosto, ma a me cambia poco. Smobilito il campo e mi avvio.



                              La nebbia mi accompagna fino a poco dopo Trondheim, di cui non vedo nulla se non le indicazioni. Appena uscito dal nebbione rivedo finalmente dei campi coltivati, credo sia grano, da noi è stato raccolto già da due mesi, qui ancora non è pronto.



                              Ad un certo punto il garmin vorrebbe farmi tagliare, ma io decido di rimanere sulla E6. Da Oppdal in poi la strada si fa molto bella, passa in un fondo valle, di fianco ad un fiume. Dalle pareti ai lati spuntano cascate una dopo l’altra. Poco dopo ci si trova in un altopiano, veramente suggestivo per la mancanza di civilizzazione. Si scende poi verso Dombas, che pare un’oasi e la strada riprende verso la famosa località di Lillehammer, che ricordo per aver ospitato le olimpiadi invernali.





                              La strada ed i panorami ricordano quelli dell’Alto Adige. Inizio a costeggiare un grande lago ed il traffico si fa più intenso. I camping non mancano, ma sono tutti strapieni di roulotte stanziali ed i prezzi sono pure più alti. E’ finita la pacchia di trovare piccoli campeggi semideserti. Ne vedo diversi, perdo molto tempo, ma non me ne piace uno. Alla fine triste e desolato decido di accamparmi. Userò ancora la tenda per necessità. L’equivalente di 20 euro per una piazzola e per dei servizi indecenti è comunque una bella cifra. Mi rendo conto che la mia indole da orso ed i grandi spazi solitari del nord mi hanno fatto diventare ancora più intransigente.
                              DF3, BFS5

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