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H.M. American & Dominican Republic On The Road

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  • H.M. American & Dominican Republic On The Road

    Preambolo (one)

    Ho sempre guardato con sufficienza a quel grosso stato federale chiamato Stati Uniti d'America.

    Sono sempre stato affascinato di più da paesi maggiormente esotici e con una storia meno recente.

    Poi, come spesso accade, arrivano elementi che mi fanno drizzare le antenne, una foto, un video, una strada, una targa arrugginita, una storia e così parte l'ennesima fittonata che si trasforma in un assiduo studio di itinerari, cose da vedere, strade da percorrere.

    Della coppia sono sempre stato io più ad occuparmi dei viaggi, su due ruote e non.
    Amo la parte che precede il viaggio quasi quanto il viaggio stesso.

    Quest'anno c'è un grande viaggio di nozze da organizzare!

    Luz mi dice soltanto: "A me va bene tutto ma una decina di giorni in Repubblica Dominicana a trovare i miei nonni facciamoli".

    "Ok" dico io, intanto nella mia testa passavano cartine geografiche, stati ed itinerari, vicini all'isola caraibica.

    In men che non si dica il quadro è chiarissimo: abbiamo circa 25 giorni a disposizione.

    Gli ultimi 10 saranno dedicati alla Repubblica Dominicana, gli altri 15 ci facciamo tutta la Route 66!

    Inizio a cercare di capire se il progetto è fattibile sia a livello di chilometri che di spesa.

    L'itinerario è avvincente: da Chicago a Santa Monica.

    Poi mi scontro con la dura realtà: i chlometri sono troppi, 15 giorni di noleggio di una Harley Street Glide con ritiro e riconsegna in 2 posti diversi è fuori da qualsiasi budget anche matrimoniale, il tutto condito dal fatto che, se ami la strada e le due ruote può essere uno dei viaggi della vita, altrimenti può anche rivelarsi una gran noia mista a tanta fatica. La mia (al tempo) futura moglie ama viaggiare ed ama viaggiare in moto, ma per raggiungere posti che hanno una bellezza un po' più "tangibile".

    Nel frattempo mi confronto con alcune persone del Forum, in particolare con Michele (Alias: Barba) e con alcuni responsabili di Agenzie di Noleggio di Motociclette degli Stati Uniti e successivamente con il forum dedicato ai grandi viaggi americani on the road.

    Tutti mi parlano, oltre che della Mother Road, anche di itinerari del grande Ovest Americano.
    Inizio a fare due calcoli, in quanto a chilometraggi sarebbe fattibile.
    I posti sono stupendi e potrei percorrere anche una parte della Storica Route 66.

    Riparto con la pianificazione e mi risbatto contro il muro dei preventivi del noleggio moto: altissimi.
    Con quello che si pagherebbe per 15 giorni di moto noleggio una Mustang per 2 mesi.

    Con la coda tra le gambe vado a parlare con la tesoriera:
    "Luz forse bisognerà noleggiare una macchia stavolta...le moto costano troppo"
    E lei:
    " Enrico lo so che così,per te, non sarebbe un vero viaggio. Bisogna andare in moto dai"

    Se non l'avessi già fatto le avrei chiesto di sposarmi!

    Mi rimetto sotto, lascio perdere la street glide e mi concentro su moto adatte ma che costano meno e cerco di ridurre i giorni di viaggio in moto per fare un tour ad anello e restituire la motocicletta nel solito luogo in modo da evitare lo sgradevole costo supplementare di drop-off in altra località.

    Ce la stiamo facendo: https://goo.gl/maps/QWyu5DuECV82

    Compro i Voli e noleggio una splendida Triumph Tiger 800 XR: 3 Luglio Volo Milano - Las Vegas con arrivo a Sin City nel tardo pomeriggio.

    Motocicletta noleggiata dal 4/7 al 11/7, per visitare i più famosi parchi dell'ovest (o almeno quelli che ci rientrano).

    Di seguito il diario di viaggio giorno per giorno.

    3 Luglio - Las Vegas: "Odio prendere l'aereo!"

    Dopo le baldorie del matrimonio (1 luglio), il giorno seguente partiamo direttamente dal luogo della festa verso Milano e dormiamo a Malpensa così da non rischiare niente: il volo è alle 11 di mattina. Sbrighiamo le pratiche di check-in e poi siamo a bordo dell'aereo. Arriviamo, dopo tante e troppe ore e uno scalo ad Atlanta con controllo immigrazione, dogana etc., a Las Vegas: sono le 18.00 circa.
    Ci dirigiamo al Luxor Hotel e Casinò: siamo distrutti, saliamo in camera e non passa molto tempo che ci addormentiamo.
    Ci sveglieremo svariate ore dopo, ci facciamo una lunga passeggiata per la Strip e rientriamo in camera che stava già albeggiando come vuole questa pazza città.

    Iniziamo ad assimilare il concetto di caldo del Nevada: fa sempre caldo, a qualsiasi ora, il vento è caldo, il caldo è davvero troppo caldo , ma nonostante questo l'entusiasmo era a 1000.

    Eravamo dall'altro capo del mondo, stavamo per partire per un grande viaggio on the road e l'avremmo fatto in sella al mezzo di trasporto che amiamo!


    Honda XL 600 V Transalp - 1990 - La Moto : grazie a lei....

    Yamaha TDM 900 - 2010 : Lei è Nera....ed è bellissima.

  • #2
    4 Luglio - Las Vegas - Kingman: "get your kicks on route 66!"

    Ci svegliamo abbastanza tardi, facciamo colazione, poi andiamo a fare le presentazioni con la grande (qua è sempre tutto grande se non enorme), piscina del Luxor. L'incontro per il noleggio della moto è alle 17.00. Ce la prendiamo comoda e recuperiamo un po' le forze.

    Un taxi ci accompagna al salone multimarca Eurocycle dove Dave, il nostro contatto, ci attende in mezzo a tantissime belle moto fra le quali tante aprilia, guzzi e ducati. La nostra moto, una Tiger 800 XR (cerchio da 19"), ci sta aspettando fuori nel parcheggio.

    Cominciamo a fare la divisione dei pani e dei pesci fra quello che avremmo caricato nelle belle valigie laterali in alluminio e quello che invece avremmo lasciato a Las Vegas e ripreso al nostro ritorno: io prendo 4 maglie e un pantalone lungo, abbigliamento antipioggia e un po' di attrezzi vari per le emergenze e manutenzione ordinaria, la mia cara mogliettina aveva selezionato circa 3/4 del quintale e mezzo di vestiti che si era portata...

    Dopo varie discussioni lei rinuncia a vari vestiti, per cameratismo sostituisco i pantaloni lunghi con un paio corti e tolgo una maglia pure io e per le 17.00, con le due valigie che sono finalmente riuscite a chiudersi, siamo in partenza.

    Ci immettiamo subito sulla Interstate Highway 215 verso est e dopo molti chilometri imbocchiamo la Highway 515 che sfocia nella Route 93, direzione Kingman (nostra prossima tappa).

    Lasciamo la bollente Vegas ma la temperatura non scende di un grado. Iniziamo a scorgere i cartelli della Diga Hoover, il paesaggio assume contorni lunari. Noi procediamo senza fermarci entrando di carriera in Arizona, ma una decina di miglia dopo vediamo i cartelli di un'area di servizio e siamo costretti a fermarci per fare scorta d'acqua e rinfrescarci un po'. Incontriamo una coppia di motociclisti che stavano mangiando delle patatine e bevendo una bibita in sella a delle Victory. I due, lei con tratti tipicamente indiani, vengono proprio da Kingman dove erano stati a fare degli assaggi di birre artigianali. Rimaniamo un po' a chiacchierare con loro fuori dal market, poi li salutiamo ed entriamo, troppo bisognosi di reintegrare liquidi. Ce la prendiamo comoda e ci riposiamo non poco al fresco dell'aria condizionata: il primo impatto con le temperature è stato davvero tosto e il 3 cilindri Triumph non aiuta visto che scalda davvero tanto.

    Quasi al tramonto arriviamo a Kingman e facciamo il nostro primo incontro con la Historic Route 66 che attraversa proprio la città. I negozi ai suoli lati sono tutti particolari, con sfumature vintage, proprio come ti immagini o hai visto nelle cartoline: sicuramente ci sarà anche uno scopo commerciale, ma a noi è sembrato anche che, chi la abita ami molto questa strada e quello che rappresenta...

    Al Motel "El Trovatore", dove alloggeremo, abbiamo la riprova di quanto detto sopra in positivo: il Motel è dotato di insegna luminosa, auto d'epoca e colori pastello ma è nelle persone che ritrovi il puro stile Route 66. I gestori del Motel infatti ci accolgono subito con gentilezza, ci spiegano tutta la storia della città, tutto quello che c'è intorno da vedere e tutto quello che rappresenta La Strada, il tutto corredato da foto a sostegno della spiegazione, oltre che dal loro cane che ci zampetta alle gambe.


    -Giunti a destinazione -

    Dopo questa calda e repentina accoglienza andiamo in camera.
    Oggi è il giorno dell'indipendenza americana, in città mi dicono che sono in programma i fuochi d'artificio ma, forse perchè avevamo troppa fame e siamo andati subito a cena, non siamo riusciti nè a vederli nè a sentirli.
    Mangiamo in una steak house che raggiungiamo a piedi e poi andiamo a letto con il proposito di alzarsi all'alba e partire con un po' di fresco.
    Honda XL 600 V Transalp - 1990 - La Moto : grazie a lei....

    Yamaha TDM 900 - 2010 : Lei è Nera....ed è bellissima.

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    • #3
      5 Luglio - Kingman - Grand Canyon Village: "L'Infinito"

      La partenza all'alba ci fa capire che sarà comunque una guerra impari contro le temperature che caratterizzano queste terre. Ad ogni modo, alle 5.30 di mattina siamo in strada e dirigiamo le ruote verso Hackberry, dove sostiamo davanti al famoso General Store, purtroppo ancora chiuso.


      - Hackberry General Store -

      Continuamo per questa bella strada e ci rifermiamo poco dopo a Valentine per fare colazione, poi, ripresa la marcia veniamo catapultati in uno di quei giochi anni 90 per computer dove il protagonista viaggia su una strada diritta e deve evitare gli ostacoli che attraversano la strada per non perdere: beh, noi eravamo i protagonisti di questo gioco che si è svolto fino a Seligman; gli ostacoli erano invece dei mini scoiattoli che sfrecciavano continuamente sulla carreggiata. Ne avremo incontrati una cinquantina! Fortunatamente noi non ne abbiamo presi nemmeno uno, molti però ne abbiamo visti inesorabilmente schiacciati da precendenti passanti...
      Seligman, la patria della Route 66. Sono sicuro che in qualsiasi store o locale tu visiti, avrai comunque un'esperienza positiva e particolare: noi siamo entrati in uno dei primi venendo da Est, fuori in esposizione auto d'epoca, all'interno tantissimi cimeli e moto d'epoca. Siamo entrati per dare un'occhiata e comprare una bottiglia di acqua fresca, poi decidiamo anche per 3 cartoline e un caffè. Alla cassa ci mettiamo a parlare con un anziano motociclista della zona e con i gestori. Nel chiacchierare viene fuori anche che siamo in viaggio di nozze. Il motociclista poi riparte, lo salutiamo e ci accingiamo a pagare. Gli dico che vorrei anche un caffè. La signora mi dice che il caffè è gratis per i clienti, come l'acqua, con questo caldo poi, ci da un'altra bottiglia dal frigo dietro al bancone.... poi prende due pins con il logo della Route 66 e ci dice che queste ce le regala. Io non so più cosa dire e cerco di pagare almeno le cartoline ma lei di nuovo sorride e ci dice di considerare il tutto come loro regalo di nozze.


      - E non c'è niente da fare: un giorno torneremo e la percorreremo tutta questa vecchia, bella e dannatamente romantica strada! -

      Salutiamo Seligman e ripartiamo per Ash Fork e per ricongiungerci con la Interstate Higway 40, parlando col motocislista a Seligman, è venuto fuori che su queste strade ci sono tanti animali e che da Seligman ad Ash Fork, non sono affatto piccoli come quegli scoiattoli. A confermare la tesi iniziano a spuntare cartelli di attraversamento cervi. Cerco di stare più al centro della carreggiata possibile.

      Arriviamo quindi a Williams, altra bella e tipica cittadina sullo stile delle altre visitate fino ad ora. Ci riposiamo un po' bevendo un frullato di frutta. Poi, salutiamo la Route 66: il nostro itinerario volge a Nord, verso il primo (e forse più famoso) fra i grandi parchi che abbiamo in programma: il Grand Canyon National Park.

      Un po' ingenuamente, pensavamo di arrivare in un luogo discretamente più fresco. In fondo il Grand Canyon è contornato da una bella e fitta foresta....e invece no, la temperatura rimane proibitiva: sono le 12.00, la nostra camera è proprio dentro al Grand Canyon Village, a due passi dal belvedere che è qualcosa di veramente immenso, infinito...



      .......ma siamo stanchi ed accaldati e necessitiamo di riposarci un po' al fresco.
      Proviamo inutilmente a fare il check-in della camera ma purtroppo non ce la daranno prima delle 16.00.
      La prendiamo più o meno con filosofia e facciamo un bel pranzo vista canyon.

      Poi usciamo per una passeggiata costeggiando il profondo lavoro che nel corso degli anni ha fatto il fiume Colorado: il sentiero è comunque all'interno del bosco del parco e più di una volta incontriamo cervidi intenti a brucare da qualche arbusto.


      - Incontri molto ravvicinati: ma secondo voi che animale è?

      La sera rimaniamo inebriati dalla magia dei colori e delle sfumature che il calar del sole dipinge sul cielo e sulle falesie del canyon.


      Honda XL 600 V Transalp - 1990 - La Moto : grazie a lei....

      Yamaha TDM 900 - 2010 : Lei è Nera....ed è bellissima.

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      • #4
        aspetto il seguito!
        Bian e Gege (Antonio e Agnese, i Deauvillers forever)
        Carpe Diem, la Deauvillona (BMW K1100 LT ABS my1992, 06/2014)
        Midori Ryuu, l'indimenticabile (Honda Deauville 09/2001-05/2014, 166.504,2 km)

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        • #5
          Grande Enrico! Ottimo inizio !

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          • #6
            Molto interessante, ti seguo.
            paolo

            "Ogni tanto una zingarata fa bene al cuore". (Giorgio)

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            • #7
              6 luglio - Grand Canyon Village - Monument Valley: "Da uno spettacolo all'altro"

              ...E così dopo il tramonto è la volta dell'alba, altro grande spettacolo, con il sole che nasce proprio dietro alle falesie del Canyon.



              Ci godiamo ampiamente il panorama, poi partiamo. La strada attraversa il bosco del parco, costeggiando, in certi tratti il Canyon. Non tarda molto che dobbiamo fermarci ad un view point per vedere il grand canyon da un nuovo punto di vista.



              Ci sono 3 harleysti anche loro intenti a farsi una foto. Li saluto, mi fanno un cenno di rimando e poi mi indicano l'altro lato della strada dove 3/4 caprioli stavano tranquillamente pascolando. Ripartiamo con la massima attenzione e a velocità molto ridotta.
              Usciamo dal parco e dal bosco, al casottino il ranger ci saluta con un cenno della mano, il panorama si apre mentre ancora costeggiamo il fiume colorado prima e il little colorado e il suo canyon poi.


              - Il "little canyon" del fiume Little Colorado -

              Questa strada (la SR 64) ci è piaciuto molto in questo secondo giorno di viaggio ma in realtà tutti i chilometri percorsi oggi sono stati belli e affatto monotoni.
              Dopo un paio di soste per colazione e pranzo, arriviamo verso le 13.00 all'ingresso della strada che porta alla riserva navajo della Monument Valley ma non arriveremo a destinazione che dopo le 14.00.
              L'Arizona infatti è uno di quegli stati dell'America che non hanno accettato l'imposizione dell'ora legale; la Monument Valley pur trovandosi nello stato dell'Arizona (e praticamente anche al confine con lo stato dello Utah), è riserva Navajo e gode, fra le altre cose, anche dell'autonomia di accettare l'imposizione dell'ora legale. Avanti le lancette di un'ora dunque.
              Arriviamo al parcheggio del nostro albergo, il tanto decantato The View che si trova esattamente all'interno della Monument Valley, di fronte ai famosi Butte.



              Alla reception non fanno storie e fortunatamente ci consegnano le chiavi della camera subito, così abbiamo la possibilità di farci una doccia rinfrescante e riposarci un po' durante le ore più calde della giornata.
              Il The View, non a caso si chiama così, ha la maggior parte delle camere con terrazza che si affaccia sulla Monument Valley ed un bel terrazzone comune panoramico.
              Questo è anche il punto più interno alla Monument Valley raggiunto dalla strada asfaltata. Da qui in poi la strada che si avventura verso i Butte è sterrata, sabbiosa e non in buonissime condizioni. Io, essendo una chiavica in off-road, soprattutto con la mia moglie dietro di me, ho rinunciato e mi sono goduto semplicemente il panorama.



              Il paesaggio comunque è davvero incredibile: risuonano le musiche di Ennio Morricone, invece delle jeep che sbucano da dietro i Butte, ti immagini carrozze trainate da cavalli.
              Facciamo anche una breve passeggiata per il rosso sentiero sterrato che porta ai Butte, poi risaliamo per goderci il tramonto in tutto il suo splendore.



              I colori sono pazzeschi e per quanto ci fossero anche qua tanti turisti, c'era silenzio e sentivi solo il rumore del vento.
              Me l'aspettavo che sarebbe stato questo il posto più bello ma ne sono rimasto comunque stupito.
              La sera, dopo cena, viene trasmesso, su una delle pareti della terrazza panoramica, il famoso film "I Cavalieri del Nord Ovest" con il mitico John Wayn, ambientato proprio nella Monument.
              Luz, stanca della lunga giornata decide di andare a dormire, io rimango ancora un po', aspetto che la maggior parte delle persone vada nelle proprie camere.
              Praticamente solo, mi siedo e mi godo l'atmosfera e il silenzio del deserto.
              Honda XL 600 V Transalp - 1990 - La Moto : grazie a lei....

              Yamaha TDM 900 - 2010 : Lei è Nera....ed è bellissima.

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              • #8
                Gli Usa non mi hanno mai affascinato. Come scrivi tu, anch'io ho sempre preferito molti altri luoghi. Però certi luoghi meritano una visita...
                Viaggia sempre con la mente aperta ed il cuore in mano
                Il mio li libro: Harles Potess l'effetto motocicletta-Edito da l'Orecchio di Van Gogh - primo.montagna@hotmail.it-www.turismoinmoto.it

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                • #9
                  Grazie a chi legge e segue. Grande Michele ci si vede domani! First, non so che viaggi hai fatto, ma sicuramente, l'America vale la pena e te lo dico nel mio piccolo considerata quanto è grande.

                  PS: SI vedono le foto?
                  Honda XL 600 V Transalp - 1990 - La Moto : grazie a lei....

                  Yamaha TDM 900 - 2010 : Lei è Nera....ed è bellissima.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da Noah Visualizza il messaggio
                    PS: SI vedono le foto?
                    Si vedono eccome!

                    Bian e Gege (Antonio e Agnese, i Deauvillers forever)
                    Carpe Diem, la Deauvillona (BMW K1100 LT ABS my1992, 06/2014)
                    Midori Ryuu, l'indimenticabile (Honda Deauville 09/2001-05/2014, 166.504,2 km)

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                    • #11
                      7 Luglio - Monument Valley - Page: "Difficile andar via"

                      Anche stamani ci alziamo che ancora è buio, ma senza sforzo o difficoltà.
                      Abbiamo dormito bene, felici da quello che ci circonda. L'aria è finalmente fresca e frizzante.
                      Già tante persone sono in attesa sulla terrazza comune oppure affacciati a quella della propria camera. Assaporiamo la nascita del sole proprio fra i picchi dei Butte.



                      Non c'è nulla da fare, ci sono luoghi nel mondo magici, evocativi, unici.



                      Luoghi che meritano davvero di essere vissuti. Almeno una volta nella vita.....

                      Facciamo colazione sempre in compagnia della splendida vista. Poi, dobbiamo salutare e ripartire.
                      Page ci attende per la prossima tappa ma è davvero difficile lasciare questo luogo.



                      Ci voltiamo un'ultima volta indietro, poi, diamo la parola al 3 cilindri britannico ed è solo strada.

                      I chilometri oggi non sono proibitivi.
                      Solitamente rispettiamo sempre i rigorosi limiti di velocità americani ma ogni tanto facciamo qualche strappo alla regola accodandosi a qualche auto che viaggia più veloce o, ancora meglio a qualche motociclista.
                      Oggi, dopo circa 50 miglia, dopo l'imbocco della SR 89 che ci porterà direttamente a Page, vengo superato da 3 bellissime Harley Street Glide e niente, mi ci metto alle ruote arrivando a Page in pochissimo tempo.
                      Complice anche il fuso orario favorevole arriviamo all'albergo (Best Western) alle 11.30.
                      La sera prima con Luz parliamo dell'eventualità che, anche stavolta, non ci facciano entrare in camera prima delle 16.00.
                      Io le dico che effettivamente è una scomoda possibilità, ma qui abbiamo la piscina, se le temperature saranno eccessive e non ci danno la camera, nell'attesa ci fiondiamo in acqua!
                      Ed effettivamente già alle 11 faceva un caldo incredibile, forse peggiore che a Las Vegas.
                      Alla reception l'impiegata indiana ci nega naturalmente la possibilità di avere le chiavi della camera. Le diciamo che vorremo cambiarci, lasciare i bagagli nella stanza di cortesia ed utilizzare la piscina. Lei, neanche troppo gentile, ci dice che per lasciare i bagagli e cambiarsi non ci sono problemi ma la piscina è inutilizzabile fino a stasera in quanto stanno verniciando il pavimento della piscina...ma che sfiga! Ma proprio d'estate e in alta stagione dovevano farlo!
                      Questa è stata la classica goccia di stanchezza e di fatica che ha fatto traboccare il vaso. Ci siamo cambiati, siamo andati a pranzo e poi abbiamo puntato sul Lago Powel per fare un bagno e cercare un po' di freschezza. Eravamo in pantaloncini corti e maglietta. Abbiamo rischiato di bruciare vivi. Rinunciamo e dopo il pranzo siamo ritornati nella hall dell'albergo.
                      Come dicevo questa situazione di caldo e di attesa ha creato un problema: Luz inizia ad averne abbastanza di spostamenti sotto il sole e soprattutto di zone desertiche, non nego di fare un po' fatica anche io.
                      Il giorno dopo avremmo dovuto pernottare al Bryce Canyon (peraltro lì effettivamente a 2000 metri saremo stati pure più freschi) ma mi rendo conto che dobbiamo modificare tempi e tappe e fermarci qui a riposare almeno un'altra notte: il giorno dopo avevamo fissato di visitare l'Upper Antelope Canyon alle 12.00. Tra una cosa e un'altra non saremmo partiti prima delle 16 e temevo che il trasferimento sarebbe stato davvero troppo complicato.
                      Nel pomeriggio ci facciamo coraggio ed andiamo, in moto a visitare l'Horse Shoe Bend: uno spettacolare meandro del fiume Colorado, alto 300 metri e dalla forma ad U che, percorrendo un caliente e sabbioso sentiero, si può ammirare dall'alto. Nel parcheggio ci sono mezzi di soccorso e a metà della strada da fare a piedi c'è un patio in legno dove potersi riposare all'ombra. Il sole è davvero potente e non ci sono altri ripari ma vale sicuramente la pena: il panorama ripaga di tutte le fatiche.



                      Al nostro ritorno, finalmente la piscina è aperta. Ne approfittiamo subito.
                      Honda XL 600 V Transalp - 1990 - La Moto : grazie a lei....

                      Yamaha TDM 900 - 2010 : Lei è Nera....ed è bellissima.

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                      • #12
                        8 Luglio - Page: "Sfumature"

                        Come detto anche stanotte pernotteremo a Page. Niente moto quindi, se non per percorrere le circa dieci miglia che ci separano dal punto di ritrovo con le guide Navajo, per effettuare la visita guidata all'Upper Antelope Canyon, fissata per le 12.00.
                        Oggi, visto che non viaggio, mi fermo anche con la narrazione e lascio semplicemente spazio alle splendide e incredibili immagini di questo luogo





                        Honda XL 600 V Transalp - 1990 - La Moto : grazie a lei....

                        Yamaha TDM 900 - 2010 : Lei è Nera....ed è bellissima.

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                        • #13
                          Un report veramente TOP. Merito anche dei luoghi, ma soprattutto tuo.
                          Risveglia la nostalgia di quei luoghi.
                          Il mondo è troppo bello per sbirciarlo dal finestrino! Moto Guzzi Stelvio 8V - Il piu' bel viaggio in moto? Il prossimo.
                          Quelli già fatti: www.madzillasite.wordpress.com - Velleità di scrittore

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                          • #14
                            9 Luglio - Page - Springdale: "Spada di Damocle"


                            Alle 7 di mattina, fatta colazione, siamo nuovamente in sella.

                            Poche miglia dopo il ponte/diga del Lago Powel siamo in Utah (lancette di nuovo avanti di un'ora). Siamo riposati e pieni di energie. Avanziamo rapidamente e senza soste fino alla graziosa Kanab dove ci fermiamo per un caffè.
                            Nel parcheggio tanti Harleysti si stavano preparando per un bel giro domenicale.

                            La seconda sosta la facciamo a MT Camel Juction dove la route 89 che sale su fino a Salt Lake City si incrocia con la route 9 che arriva fino a St. George.

                            In America, negli stati che abbiamo visitato, sulla strada c'è poco e niente.
                            Possono passare anche 50 miglia senza trovare niente.
                            In questi incroci invece trovi sempre aree attrezzate con ristoranti, distributori di benzina, market e spesso dei Motel.

                            Noi ci fermiamo ad un chioschino in legno dove vendevano della stupenda frutta fresca, la prima vera, bella frutta fresca dall'inizio del nostro viaggio.
                            Ci sdraiamo letteralmente sul giardino antistante (accanto c'è anche un campo da golf) e ci rigeneriamo mangiando susine e pesche.

                            Poi intravedo un K1600GT fermarsi nel parcheggio, la prima moto europea che vedo oltre la nostra.
                            Il suo proprietario scende e si mette a fumare un sigaro all'ombra. Mi saluta e così ci mettiamo a parlare. Mi dice che viene dal Chicago. Nella costa Est le moto europee sono più diffuse. Sta aspettando degli amici con cui doveva incontrarsi. Mi dice che veniva dal Bryce Canyon e che la strada è davvero molto bella, mi consiglia di farla in moto.

                            Maledizione: la nostra direzione è lo Zion National Park: il doppio pernottamento a Page ci ha fatto saltare la tappa del Bryce.
                            Da dove siamo noi per arrivare al Bryce ci sono 100 km. Ma poi dovremmo ripercorrerli anche al ritorno ed arrivare poi a Springdale per un totale di altri 140 km.

                            Gli dico che mi piacerebbe molto ma non riusciamo coi tempi. Poi lo saluto stringendogli la mano ed augurandogli "Ride Safe" come si dice qui in america.

                            Torno da Luz, andiamo a fare scorta d'acqua al market prima di ripartire e intanto le racconto dei consigli sulla strada che porta al Bryce. Anche lei pare molto interessata. Saliamo in sella per ripartire e niente: giriamo verso la parte opposta al nostro itinerario. Il motociclista di Chicago mi fa un cenno di approvazione mentre sbuffa nuvole di fumo.

                            Non ce ne pentiremo.

                            La Scenic Route 89 diventa sempre più bella, verde e sinuosa e soprattutto sale in quota.
                            Poi la perla: per arrivare al parco del Bryce Canyon attraversi il Red Canyon, sicuramente la miglior anticamera possibile a quello che tra poco vedremo.




                            - The Red Canyon


                            E poi il miracolo: Piove! Le ultime 10 miglia ce le facciamo nel pieno refrigerio.
                            Alle porte dell'ingresso vero e proprio c'è come al solito una area turistica con alberghi, ristoranti e negozi, stavolta anche piacevole in quanto tutte le strutture sono in legno.




                            Pranziamo e poi saliamo a visitare il parco vero e proprio.

                            Non stiamo molto ma ci rendiamo conto della grande bellezza del posto, meno inflazionato dei più blasonati e famosi parchi americani visitati fin'ora.



                            Naturalmente non possiamo starci troppo. Abbiamo ancora tanta strada da percorrere. Riscendiamo per la stessa strada, nuovamente fino a MT Camel Juction, per poi svoltare sulla Route 9 ed attraversiamo tutto lo Zion National Park, luogo bellissimo, con la sua strada rossa come le rocce che attraversa.

                            Ci fermiamo a Springdale allo Zion Motel che c'è ancora tempo per un tuffo in piscina: non ci facciamo pregare.
                            Honda XL 600 V Transalp - 1990 - La Moto : grazie a lei....

                            Yamaha TDM 900 - 2010 : Lei è Nera....ed è bellissima.

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                            • #15
                              10 Luglio - Springdale: "Trekking"


                              Il parco di Zion è un parco poco conosciuto dal turista europeo e solitamente fuori dalle principali rotte dei giri turistici organizzati. Per chi ama camminare ci sono tantissimi trail possibili, in primis il famoso Narrow, il percorso che si snoda quasi interamente all'interno del fiume.



                              Noi ci accontentiamo di fare il trail delle Emerald Pool, in uno dei primi livelli del parco, un percorso fresco, mediamente impegnativo e molto suggestivo.



                              Il pomeriggio, con il trenino del parco rientriamo a Springdale visto il tempo stava andando a peggiorare: pioverà infatti tutta la sera.
                              Honda XL 600 V Transalp - 1990 - La Moto : grazie a lei....

                              Yamaha TDM 900 - 2010 : Lei è Nera....ed è bellissima.

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