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    [Official Topic] Motostaffetta - Report

    Oggi, 31 agosto 2007, parte la 1ª Motostaffetta.

    Una copia speciale della rivista girerà per tutta l’Italia, passando di mano in mano, o meglio,
    da moto a moto. Le “staffette” raccoglieranno itinerari, pensieri e segnali d’amicizia di questa grande comunità di mototuristi.

    In questo topic potrete leggere, giorno dopo giorno, i report dei "tedofori". Pregherei tutti gli utenti di NON utilizzare questo topic per commentare/supportare/incitare la manifestazione ed i suoi partecipanti, ma di utilizzare l'apposito topic ufficiale [Officiale Topic] Motostaffetta - Commenti.
    Per questione di ordine e chiarezza sarò costretto ad eliminare tutti i post sbagliati o i topic creati sullo stesso argomento.

    Bene, auguro buona fortuna a tutti i tedofori e attendiamo il momento in cui la copia speciale di Mototurismo tornerà in redazione.

    [motocool]
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    "1... 2... 3... You're banned!"

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    31-Agosto-2007
    Tappa 1: Como-Sormano-Bellagio-Bellano-Lecco-Imbersago-Gessate (MI)
    Tedoforo: Il Corvo

    Mi accingo ad arrivare vicino alla redazione di Mototurismo e non nascondo una certa "ansia da prestazione". L'onore che mi è spettato è grande. Vengo accolto in redazione e conosco finalmente le persone che muovono i fili della mia rivista. Sono un pò imbarazzato ma la situazione mi mette a mio agio. Mi viene consegnato il magnifico fardello e dopo le foto di rito da vera celebrità perte finalmente il "giro d'Italia"!
    Mi dirigo da Como sui piani del Tivano costeggiando il ramo destro interno del Lario. Raggiunto Sormano seguo la verde Vallassina fino a Bellagio, signorile centro turistico sito proprio all'incrocio dei due rami. Qui mi imbarco sul traghetto e sbarco a Varenna per poi proseguire verso Bellano. In questa località si trova un impressionante orrido che consente di camminare al suo interno con potenti cascate che ti sfiorano e ti assordano. E'possibile visitarlo anche di notte.
    Il mio giro prosegue entrando in Valsassina ed arrivato a Lecco, proseguo verso Imbersago dove mi attende la traversata del fiume Adda (che corre all'interno del bellissimo parco dell'Adda). Questa avviene su un piccolissimo traghetto che segue un cavo d'acciaio tra le due sponde. La particolarità è che tale piattaforma è minuscola e trainata a mano mediante una carrucola. Il tempo tiranno mi vede ormai alle strette. Sono le 21, Magi e Silvia (Invicta) mi aspettano per cena a casa loro.
    Giunto a Gessate ci godiamo una bella serata co cena e film insieme ad amici. Dopo l'una vengo gentilmente accompagnato alla porta da Magi perchè l'indomani deve pertire presto per la tappa 2 della nostra Motostaffetta!
    Yamaha Cygnus 125 (zanzara), Aprilia Pegaso 650
    Aprilia Capo Nord ETV 1000 ( NightHawk )
    Socata Tampico TB-9 Gran Cavaliere di Scarenna e Vallassina

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    1-Settembre 2007
    Tappa 2: Milano-Torino-Pinerolo-Luserna S.Giovanni-Prali
    Tedofori: Magi75 – Basico


    La tappa voleva mostrare a tutti i Tedofori italiani tante bellezze poco conosciute ma culturalmente e paesaggisticamente molto interessanti. Angoli e scorci di una Milano e dintorni visti dai più come caotici ma che sanno regalare angoli di pace e di contemplazione veramente meritevoli:
    L’Abbazia di Chiaravalle (http://www.leabbazie.it/lombardia/mi...zia_a1976.html);
    Il ponte di barche di Bereguardo (http://www.itinerariitaliani.com/lom...citicinof7.htm);
    Il parco del Ticino (http://www.parcoticino.it/);
    L’abbazia di Moribondo (http://www.itinerariitaliani.com/luogmorimondo.htm);
    Vigevano e la sua magnifica piazza (www.vigevano.org).
    Un cambio di programma ci ha portati a dover percorrere la tratta MI-TO ed allora, essendo il tempo tiranno, le cose da fare ed i km tanti, abbiamo optato per teletrasportarci dai nostri amici Harrymud ed Enrico53 (prossimamente Davide ed Enrico) e dedicare questa tappa alla meta, comunque molto bella e al conoscere meglio i nostri amici passando con loro bellissimi attimi.
    Eccoci dunque sulla Mi-To a correre parallelamente con la TAV e superare il confine Lombardia-Piemonte dato del fiume Ticino e dal suo fantastiche ed immenso parco.
    Arrivati a Pinerolo Davide ci porta prima a visitare la Basilica di S.Maurizio resa ancor più bella dalla stupenda vista e poi un tempio Valdese (Movimento religioso medioevale, successivamente confluito nella riforma protestante, molto diffuso in queste zone).
    Il tempo stringe e Vilma, moglie di Davide ha già preparato il pranzo per tutti a casa loro a Luserna.
    Decidiamo quindi di accorciare il giro turistico proposto da Davide, per deliziarci dell’ospitalità offerta e a chiusura dell’ottimo pranzo, anche dell’amaro locale (S.Simone) davvero ottimo!
    Riprendiamo la strada e ci fermiamo a visitare una piccola bottega dove, dal 1902, viene prodotto il magnifico e pluripremiato elisir di Bernard (www.barathier.it) che va ad unirsi all’amaro S.Simone.
    Ci dirigiamo infine verso la Val Germanasca, stretta, curvilinea e bellissima valle disegnata dall’omonimo torrente dove abbiamo prenotato 2 posti letto a Prali, in una struttura davvero particolare. Si tratta di un ostello in mezzo ai boschi a pochi km (a piedi) dalla Francia. La struttura in pietra, l’architettura e l’atmosfera di completa libertà che si respira è davvero unica! Si tratta di un centro Ecumenico Valdese aperto all’incontro di diverse culture e religioni. Anche un ateo come me è ben accetto e si è sentito a proprio agio. AGAPE sorge all’interno di una delle valli valdesi, l’unica zona in Italia dove la presenza dei protestani è sociologicamente rilevante (www.agapecentroecumenico.org).
    Sempre a Prali (www.praly.it), è possibile salire in funivia o a piedi a vedere i magnifici 13 Laghi o scendere nelle viscere della terra per visitare le miniere di talco, sostentamento in passato ma anche nel presente di questa località.
    Noi purtroppo visto la tarda ora decidiamo, come a pranzo, di prediligere il rapporto umano alla cultura (è sempre nello spirito del mototurismo!) e dopo una bella doccia in un bagno promiscuo, dove può capitarti di chiedere il bagnoschiuma alla ragazza sconosciuta che ti sta di fianco, ripercorriamo la stretta valle per i 30 km che ci separano dal ristorante prenotato da Davide e dove incontreremo anche Enrico per il passaggio del testimone.
    Dopo “la grande abbuffata” avviene il poetico ed immortalato passaggio di testimone e scambio di omaggi. Devo dire che mi ha fatto un po’ impressione ricordare che solo qualche mese fa eravamo al tavolino del Legend 54 Club di Milano con Tiziano, Nea e Basico a parlare di rispolverare questa fantastica iniziativa! Ora la macchina dell’amicizia si era mossa ed io la sto vivendo.
    Dopo la cena la preoccupazione mia e di Basico è ritornare sui monti (35Km di gola profonda) al buio, stanchi e con lo stomaco bello pieno…ci ha soccorso Enrico che ci ha fatto da apripista fino all’ostello e dopo averci rimboccato le coperte e scomparso nella notte verso la sua prossima avventura…la tappa 3 della motostaffetta che sarebbe partita da li a poche ore.
    Che c.... ci sarà dietro quella curva?!
    WWW.MOTOEXPLORING.IT

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    TAPPA DEL 2 SETTEMBRE
    Harrymudd ,il suo amico Paolo ed io ci troviamo alle 8 di fronte all'antica chiesa di Sant'Antonio di Ranverso e ci dirigiamo verso Susa ed il Colle del Moncenisio. La giornata è magnifica :cielo terso,temperatura fresca,motori che possono finalmente tornare a gioire dopo il caldo di agosto. Raggiunto il Colle del Moncenisio ci fermiamo ad ammirare il paesaggio,facciamo qualche foto di rito con le nostre cavalcature e quindi,stimolati dai 10°C scarsi, ci tuffiamo sul versante francese per raggiungere in pochi minuti il paese di Lanslebourg. Sosta per un buon caffè ed un rabbocco ai serbatoi e poi via verso il mitico Col de l'Iseran a quota 2770 (e temperatura che non invoglia a spogliarsi per la sosta).
    Anche qui paesaggio "da cartolina" ,foto con ghiacciai scintillanti sullo sfondo in un ambiente alpino di rara grandiosità.
    Raggiungiamo la famosa cittadina di Val d'Isere,conosciuta in tutto il mondo per la sua vocazione sciistica e quindi, proseguendo verso valle,iniziamo a intravvedere il lago artificiale e la relativa diga sulla quale è stata dipinta un'enorme faccia (Beethoven, ci è parso).
    Scendendo ancora troviamo l'indicazione per il prossimo cimento:il Colle del Piccolo San Bernardo dove facciamo una breve sosta nei pressi del giardino botanico d'alta quota Chanousia. Ancora pochi km per raggiungere il meritato riposo con le gambe sotto il tavolo ammirando la mole del Monte Bianco inondata di luce e senza una nuvoletta: queste immagini ti fanno apprezzare ancor di più il viaggio in moto e ti senti veramente parte della natura,piccolissima particella di un immenso insieme. Durante il nostro frugale pasto telefoniamo a M@X per aggiornarlo sulla nostra posizione e ci diamo appuntamento per il passaggio del testimone sulla suggestiva Serra d'Ivrea, un immenso cordone morenico che separa l'Eporediese dal Biellese. Qui,su questa cresta lunghissima con strade ombreggiate e piene di curve, ci appare ad un tratto il nostro compagno d'avventura al quale consegnamo il materiale motostaffettistico più una bottiglia di Nebbiolo per rinfrancargli lo spirito in vista della sua tappa verso le Langhe. Dopo baci,abbracci,foto in tutte le pose, ci salutiamo con un po' di commozione.
    E' stato un weekend impegnativo per tutti ma che sicuramente lascerà nel disco fisso delle nostra testoline un mondo di sensazioni che non si potranno cancellare facilmente.
    Auguro a tutti gli amici che continueranno questa avvincente cavalcata sulle strade d'Italia (e Paesi confinanti...) un buon viaggio.
    enrico53
    ________________________________________
    ENRICO53 & MOTOGUZZI NORGE 1200 GTL "Gertrude"

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    Cameri NO
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    4a Tappa : Cameri - Serra d'Ivrea - Cameri - Alba
    Tedoforo : M@X

    1a Semi tappa: Cameri -Serra d’Ivrea – Domenica 2/9/2007


    In realtà, per motivi che trascendono la mia volontà, la mia tappa è divisa in due semi-tappe : il recupero del testimone dagli amici torinesi e poi la consegna all'amica albese..
    Mi sarei unito volentieri al giringiro alpino di chi mi ha preceduto, ma ho dovuto pazientare invece nella piana in attesa della loro calata dalle alte vette..
    E' ormai metà pomeriggio quando mi incammino verso il rendez-vous fissato alle porte di Biella. Prendo la solita via che faccio per i miei giretti nel biellese, Oropa, Bielmonte e zone limitrofe. Percorro fino a Fara Novarese la strada che sale verso la Valsesia conosciuta anche come "strada del vino dei Colli Novaresi" , con i suoi vitigni pregiati come il Fara, il Sizzano, il Ghemme.. Spesso quando passo da queste parti, il bauletto mi si riempie inspiegabilmente e magicamente di 2/3 vetri scuri contenti l'amata "uva spremuta".
    Ma oggi debbo tirar dritto per la mia strada. A Fara giro per Carpignano Sesia e valico il fiume Sesia verso Ghislarengo. Quindi imbocco la strada verso Rovasenda, molto bella perchè quando non c'è foschia, volgendo lo sguardo a destra, si ammira tutta la catena del Rosa e si riconosco le gobbe e le valli di innumerevoli gite mototuristiche e sciistiche.
    Sono in lieve anticipo sull’ora dell’appuntamento, all’inizio della tangente di Biella, dalla parte di Cossato. Mi svesto ed attendo gli amici mettendo il faccione al sole per cercare un’ultima flebile colorazione, prima che i cumulonembi coprano, come ogni giorno, noiosamente puntuali, l’amata stella.
    Ma passano solo una decina di minuti che il buon Enrico mi avvisa che sono ancora in Vallée e dobbiamo fissare un nuovo punto di ritrovo. Fissiamo invece un nuovo appuntamento telefonico..Gli vado incontro facendo la Serra d’Ivrea..
    E’ sempre piacevole fare questa striscia d’asfalto che si snoda in mezzo ai boschi per poi sbucare alle porte della Val d’Aosta. Alle 5 della sera ormai incontro solo motociclisti di ritorno dalla Valle, che probabilmente stanchi dalla giornata, in pochi hanno la forza di alzare la mano per un veloce saluto..
    Attendo i Tedofori di fronte alle Fonti dell’Acqua Caudana e finalmente è tempo del “passaggio” del Testimone. Le foto di rito, i commenti, ricevo il loro graditissimo cadeaux, un abbraccio e qualche km insieme, finchè le nostre strade si separano..

    2° Semi tappa: Cameri – Alba – Mercoledì 5/9/2007

    Come dice una famosa canzone, sono un ragazzo fortunato !
    La giornata è limida, il cielo terso, l’aria è frizzante, la prima aria fresca dopo l’estate. Il termometro della piazza segna 12°c.. C’è pure un vento sostenuto da nord, un bell’inizio.
    Con la macchina fotografica in tasca, percorro la tangente di Novara, cercando di immortalare la “cartolina” per dare un’idea del profilo della mia città, Cupola di San Gaudenzio con Monte Rosa sullo sfondo.. Proseguo in direzione Vercelli, con altri scatti dei “panorami” che possiam godere nelle nostre zone : risaie, qualche campo di grano, cascine e sempre sullo sfondo la catena del Rosa.
    In lontananza, verso sudovest, la piramide del Monviso che mi indica la rotta da seguire, “la stella cometa di giornata”. Anche questa è una delle mie rotte preferite, casualmente perché porta in terre di vini, ma è una strada che percorro spesso in primavera ed autunno e non voglio tediarvi col numero di damigiane con cui la faccio quando sono in auto..
    Passo il Po a Trino Vercellesse e valico il confine tra alto e basso Piemonte, entrando nel Monferrato. Dopo pochi km si incontra Moncalvo ed oggi, grazie alle ottime condizioni meteo, ne scorgo già il campanile che svetta sul paese che, appollaiato sulla collina, domina a sua volta la vallata . Salgo in paese per fare qualche altra foto dal belvedere della piazza e poi alla mitica “Bottega del Vino “..
    D’ora in avanti, in questo periodo dell’anno, Moncalvo, capitale monferrina del tartufo , come tutti i paesi dell’astigiano, vivranno ogni weekend la gioia di feste e sagre legate al vino, piuttosto che al tartufo od allo stufato d’asino e questa strada che solitamente percorro in giorni feriali in cui è praticamente deserta e si riescie di più a godere del paesaggio che a guardar la strada, si popolerà auto e moto, di gente che verrà giù a fare il pieno, in tutti i sensi, di prodotti da portare a casa o consumati in loco…
    La Fiera del Tartufo di Moncalvo quest’anno si terrà il 21 e 28 ottobre.
    Proseguo verso Asti e vi entro evitandone la tangenziale ma puntando dritto alla Piazza del Campo del Palio, teatro nel mese di settembre di numerose manifestazioni, dal famoso Palio al Festival delle Sagre, una bella ed interessante fiera dove le proloco dei paesini circostanti presentano i loro prodotti tipici che si possono assaggiare passando da uno stand all’altro, con il bicchier di vino al collo e pranzando ai loro tavoli. Questo festival si tiene ogni anno la seconda domenica di settembre.
    Da Asti per scendere ad Alba, quando ho margini di tempo, non faccio lo stradone di valle ma preferisco il costone sopra il Tanaro, quindi passata la caotica (oggi è giorno di mercato..) piazza del Palio, seguo le indicazioni per Torino, salvo poi girare a destra su un ponte che scavalca la ferrovia e seguire per Variglie, Revigliasco ed Antignano.
    Dopo Revigliasco la strada diventa realmente panoramica, con a sinistra la valle del Tanaro ed a destra le colline del Roero e le alpi Cozie dietro..
    Non posso non fermarmi a contemplare gli splendidi grappoli pendenti dalle vigne.. E’ ormai tempo di vendemmia ed il colore e la grandezza dell’uva risalta baciata dal sole.
    A San Martino Alfieri un cartello avvisa che si entra nella zona di produzione tipica del Roero.
    Scorro sotto il castello di Govone, già visitato altre volte, passo Priocca e mi accorgo che ho dedicato troppo tempo alla contemplazione di questi incantevoli posti.
    La Volpe mi aspetta per mezzodì, quindi “scendo” in valle ed imbocco la superstrada che mi porta a Grinzane Cavour, “metro” di passaggio della staffetta.
    Finalmente rivedo Nadia dopo più di un anno, c’è voluta questa iniziativa per farci incontrare ed il sincero e caloroso abbraccio suggella il passaggio del Testimone.
    Ci raggiunge Enrico, versione “office 2007”, ma l’ora e mezza che passiamo insieme vola via con il vento che mi ha accompagnato costante fin quaggiù.
    Al ritorno verso casa, oramai spogliato dalla veste di staffettista, mi godo in tutto relax le colline delle Langhe, Diano d’Alba, Montelupo, Benevello, fino a “rientrare” nel Monferrato a Canelli.
    Le colline ormai lasciano di nuovo spazio alla piatta pianura e come sempre avviene quando percorro le strade in questo senso di marcia, sia che torni dalle scampagnate goderecce nei colli, sia che rientri dai bagni al mare, mi assale un velo di tristezza e quest’ora ancora che mi separa da casa diventa lunghissima e pesante.
    Ma cerco sempre di combattere questa lieve cronica depressione da rientro, guardando al “bicchiere mezzo pieno”, alla soddisfazione del bel giro fatto e soprattutto al piacere delle persone che ho incontrato
    Max V-Strom 650 "Quando sono in viaggio, il mio cielo è sempre sereno"

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    9 settembre 2007.

    La fiaccola sta ora riposando nel calduccio della mia casetta.

    L'allegra (mooolto allegra!!!) compagnia parmense racconterà come è giunta in terra felsinea.

    Ora due giorni di sosta (labor incumbens...) e da mercoledì ricomincia il viaggio, verso le terre di Po e di Piave.
    Mos - Monterenzio (BO) \"No need to ask he\'s a Smooth Operator\"
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    Yamaha TDM 900 Nera \"Black Velvet\" - Skype: mosfet74

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    Sabato 08 Settembre 2007
    5° Tappa: Alba (Cn)-S.Giuliano Vecchio (Al)
    Tedofori: Ilgattoelavolpe - Nonnorichi

    “Senza tempo”….potrei riassumere così la sensazione che ancora mi porto forte nel cuore svegliandomi il giorno dopo.
    Una sensazione che ha caratterizzato per molti aspetti l’intrecciarsi delle tappe della motostaffetta di sabato 08 settembre.
    In parte per quel gusto e quell’atmosfera che respiro e mi affascina ogni qualvolta attraverso piccoli villaggi, borghi e strade boschive, come una sorta di un passato che realmente c’è stato, in parte per la durata e, fondamentale alla riuscita, in parte per l’umanità dell’incontro di un gruppo di persone.
    Tre cardini sui quali, con umiltà e immenso piacere, vorrei relazionare quello che è stato: un ritrovo semplice ma divertente e piacevole.
    Forse complici fantasmi e folletti di quei passaggi, mi diletto oggi nella bozza con penna e calamaio.
    Condizionata dalla filosofia dell’evento, ho costruito il mio itinerario su quelle che potrei definire le mie strade del cuore, almeno nella prima parte da Alba a Cortemilia.
    Rievocano ricordi affettuosi tra cui averle percorse anche con Nonnorichi…il suo benestare conferma il suo gradimento e aggiunge quel pizzico di dolcezza al gusto di ritornarci.[:I]
    Lo ringrazio davvero tanto per aver fatto parte di questa motopasseggiata, come secondo tedoforo, fotografo e rappresentante della provincia di Cuneo. [:X]
    Alba, Serralunga d’Alba, Roddino, Bossolasco, Niella Belbo, Mombarcaro, Monesiglio, Gorzegno, Torre Bormida, Cortemilia…sono i primi paesi che si incontrano nel primo tragitto in terra di Langa.
    La strada che li collega è un insieme di curve morbide che prima salgono (Mombarcaro è il punto più alto di Langa con 950 metri ) e poi scendono, appoggiati su colline con creste affilate, valli profonde, parallele, scavate da torrenti tra il Tanaro, l’Appennino ligure e il Bormida.
    All’uscita di ogni curva alzando gli occhi all’orizzonte si possono scorgere i profili di torri e castelli, che beatamente da secoli fan da padroni a sagre e tradizioni custodendo gelosamente storie di masche, nobildonne e fiaschi di vino.
    Nonostante frequenti questi posti da molto tempo e con ogni sorta di meteo, ogni ritorno è sempre uno scoprire qualche prospettiva nuova, qualche altra “vecchia” faccia indurita dal sole e dal lavoro, nuovi sapori e profumi di stagione… insomma è sempre l’emozione della propria terra.
    La giornata è soleggiata fin dalle prime ore dell’alba, promette bene. Incontrato Enrico (nostro ospite e accompagnatore d’onore in questa tappa) ci dirigiamo a “recuperare” Riccardo a Roddino per la colazione. Poche ciance, un cappuccino e si riparte….abbiamo un compito da assolvere.:)
    Ma io non sono famosa nelle piste da corsa (meglio dire sconosciuta) e, prima della fila, assumo un ritmo decisamente lumachesco godendomi i raggi di sole sulle vigne prosperose e scivolando in pensieri finalmente sgombri di nuvole.
    …Senza tempo davvero, purtroppo l’andamento non ci permette di sostare in qualche bella piazza… e la saggezza si acquisisce solo con l’esperienza… Riccardo prende il comando della compagnia in quel di Torre Bormida e con andamento allegro ci guida sicuri nella piana fino ad Acqui Terme.
    E… beh Signori… la classe non è acqua… il tedoforo aspettante, al telefono, ci premia come dei Bulova svizzeri [^] per essere arrivati all’ora stabilita ad Acqui e quindi ci permettiamo una visita alla Fontana Bollente e un caffè.
    Mi sento bene con i miei due compagni, si respira un’aria serena, non deludono le mie aspettative né chiacchiericce né motostradali.
    Ci sono tutte quelle qualità che rendono speciale ed equilibrato una motouscita, soprattutto una sincerità di emozioni che non mi abbandonerà neanche nella seconda parte della giornata.
    Riprendiamo le moto con la segreta e muta speranza di poterci ritrovare per scoprire altri percorsi insieme e assaporare noi stessi in un clima di festa.
    Permetteteci un insano tradimento alla buona vecchia cartina… ma la mia testardaggine a voler raggiungere S.Giuliano Vecchio tramite stradine provinciali costringe i miei accompagnatori a mettersi l’aureola e ad accendere il Gps di Enrico… quante storie per due stradine in croce!!!:D
    Vabbè… intravediamo finalmente (beh loro due, perché io mi faccio due chiacchiere a tu per tu con il dietro di un camper per diversi km[xx(]) il luogo di appuntamento segnalatoci dal tedoforo alessandrino e tra un mix di contentezza e di tristezza per il termine di questa nostra tappa, togliamo le chiavi dalla moto.
    E pensavamo finisse così?? :)
    Ci lasciamo subito coinvolgere dalla simpatia e dalla cordialità di Luciano (Ulan_Bator) che tra informalità, chiacchiere, foto (peggio che ad un matrimonio), commenti, risate si respira un’aria sana e sincera di casa… sfondo perfetto per il passaggio del testimone.
    Molti di noi hanno vissuto questo tipo di esperienza, mi comprenderete se è difficile tradurre ciò che si prova ma sembrava proprio di conoscersi da una vita.
    Ed ogni volta che capita, nonostante spesso si pensi del contrario per il ritmo di vita che abbiamo, mi convinco della bellezza interiore e del desiderio che l’uomo ha ancora a relazionarsi.
    E su questa scia emotiva ci raggiunge Nea (bello rivederti[:X]), decisa a godersi in pieno l’amenità delle tappe e a divorare km con la stessa serenità con cui ci saluta.
    Finisce la tappa ma non la voglia di liberarci in un altro volo sulle campagne della Val Lemme, Capanne di Marcarolo e Genova… infatti ci uniamo alla carovana fino a Gavi… le stradine diventano boschive e molto suggestive, si respira aria calda di ultime giornate estive, ognuno di noi confonde i suoi pensieri con la bellezza selvaggia delle piante secolari.
    E dopo un meritato pranzo in quel di Gavi (gentilmente offertoci dal padrone di casa[padrone]:)) c’è chi ritorna indietro e chi prosegue ma questa è un’altra storia… con altrettante altre emozioni.
    Desidero ringraziare tutti coloro che hanno reso davvero piacevole questa “camminata”, gli ideatori, organizzatori, i miei compagni: Riccardo, Enrico, Luciano e Daniela… e non meno importante M@x che ho riabbracciato con sincero affetto....
    ......la mia Camilla che continua a sopravvivere dopo tutti gli strapazzamenti. E augurare ai prossimi tedofori di vivere le tappe con la stessa passione e lo stesso calore umano… la vera magia di questa motostaffetta!!


    Nadia
    Guzzi Nevada 750 "Red fox one o Camilla"
    Ogni viaggio dovrebbe essere sempre un atto di umiltà....

  8. Registrato dal
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    Che posso dire come secondo tedoforo?
    Non ho altro da aggiungere, Nadia, perchè non potevi descrivere in maniera migliore le emozioni che ci hanno accompagnato in questo viaggio: un momento di condivisione, di compartecipazione e di coinvolgimento così intenso ed entusiasmante, quale forse nemmeno chi lo ha ideato poteva immaginare.
    Ho già ringraziato nea nel topic dei commenti e voglio rifarlo qui, per la tenacia con cui ci ha spronato ad intraprendere questa iniziativa, della cui portata forse riusciremo a renderci conto solo al termine di questa meravigliosa avventura [^]
    Dateci dentro, ragazzi!!!!!!!!
    [motocool] [viva] [motocool] [viva] [motocool]
    Riccardo - Suzuki SV650 blu "Suzana"
    http://picasaweb.google.nl/nonnorichi
    Il sorriso è una finestra che si apre sul volto per rivelare che il cuore è in casa

  9. Registrato dal
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    [u]AVVISO AI NAVIGANTI</u>:
    Il report è lungo perché:
    1) principalmente sono un chiacchierone [bla][bla][bla];
    2) altrettanto principalmente le emozioni sono state tante e intense;
    3) a questo si aggiunga che qualche dritta sul percorso e sui miei luoghi comunque ve la devo dare, no? :D
    Potete sempre stamparlo e tenerlo sul davanzale della finestra del bagno: in 3 o 4 sedute, in un modo o nell’altro, l’avrete esaurito. [xx(]

    Sabato 8 settembre 2007.
    Tedofori: Ulan_Bator scortato da IlGattoeLaVolpe, Nonnorichi, Enrico53 e Nea.
    Tappa n° 6: San Giuliano Vecchio (Alessandria) – Pollastra – Pozzolo Formigaro – Novi Ligure – Monterotondo – Gavi Ligure – Voltaggio – Guado Gorzente – Sacrario dei Martiri della Benedicta – Capanne di Marcarolo – Piani di Praglia – Campo Morone – Pontedecimo – Genova.

    [u]Diario di bordo di Ulan_Bator, capitano dell’astronave Remedios.</u>
    Oggi riceverò il testimone da Nadia “IlGattoeLaVolpe” che arriva da Alba.
    Ieri sera fitto via vai di telefonate e messaggi per gli accordi di inizio e fine tappa, per ricevere e consegnare il testimone e poi quell’addormentarsi riempiendo il buio della camera con quel senso di euforia che precede l’indomani; come quando ragazzi si stava per partire per la gita scolastica.
    LaVolpe (Nadia) viaggerà scortata dal mitico Nonnorichi (Riccardo) e dal rassicurante Enrico53 (Enrico); l’appuntamento è fissato verso mezzodì nella piazzetta di San Giuliano Vecchio, frazione di Alessandria.
    Nello stesso tempo anche i pre-accordi con Nea (Daniela) alla quale passerò il testimone sono tracciati.

    Riceverò l’agognato qui in mezzo a questa fetta di pianura padana, nella zona fra Alessandria e Tortona.
    Terra piatta questa.
    Terra di Cascine (aziende agricole) votate alla coltivazione di grano, mais, patate, barbabietole da zucchero, cipolle, un po’ di tabacco qua e là e ortaggi vari.
    Ma anche terra di grandi fabbriche: il sogno del posto fisso e della tuta blu per migliaia di operai a partire dagli anni ’50……le siluoettes metallico-reticolari-ciminierute del grande polo chimico della vecchia Montecatini Edison (poi Montedison, poi Montefluos, poi….) e lo stabilimento Michelin a Spinetta Marengo piuttosto che l’Ilva (Italsider) a Novi Ligure.
    Terra successivamente anche di maxi discoteche e centri commerciali e outlet ancora, aperti al consumo la domenica e le feste comandate.
    Terra quindi oggi votata in parte anche al “turismo commerciale”, annoiata ed annoiante pratica che droga oramai intere famiglie a volte tenute insieme dal consumismo compulsivo che deve celebrare il week-end con l’ennesima spesa stupida ed inutile, per la serie: “sai, era in offerta” (scusate l’off topic [OT] magari un po’ cinico).
    Un’area geografica della quale qualche ritaglio di paesaggo è finito pure come “ambient” di un film il cui titolo non c’entra una beata fava con la pianura padana: “Texas – provincia italiana al confine con il Messico” (Fausto Paravidino - 2005).
    …..
    Il paese dove vivo dalla nascita sta qui in mezzo.
    In mezzo al grano, al mais, alle barbabietole, alle patate, alle cipolle …, punteggiato di cascine sparse nella campagna e di trattori sparsi fra le cascine e perfettamente incastrato nel paesaggio sopra descritto, questo paesaggio che mantenendo le forme cambia i colori con le stagioni, ognuna a suo modo fascinosa e sempre ben arrivata.
    E penso che non scambierei le mie nebbie invernali che ti fanno sentire come un nuotatore all’interno dell’anima con una spiaggia tropicale da sole per 365 giorni all’anno.
    Si chiama Sale il mio paese, non c’entra niente con il cloruro di sodio, il suo nome ha un’altra origine.
    Da qui questa mattina io e la mia Mukka Remedios partiamo per questa piccola tappa di questa grande motostaffetta: prodotti tipici i grissini di Santo Stefano e i Baci di Dama, che porterò in omaggio come contorno gastronomico alla staffetta.

    A pensarci bene penso di essere uno dei tedofori più fortunati: ricevo il testimone da una mototurista e lo consegno ad un’altra mototurista…. il classico cavaliere fra due dame.
    Evitate per cortesia le rime coi salumi, potreste aver ragione.

    Terra da gomme quadre: per salire o scendere qualcosa è dura… le nostre montagne si chiamano cavalcavia, e per piegare tocca girare a un incrocio o attorno a una rotonda…
    Ma nel giro di 30-50 km., quasi a 360 gradi, abbiamo un bacino di curve, salite e discese dolci e paesaggisticamente invidiabili: Colline del Tortonese, Astigiano, Alto e Basso Monferrato, Oltrepò pavese…. tutte terre da vino (qualcuna già visitata da giornalisti di Mototurismo, il mitico “Bicierin” di sicuro). [fiesta2]
    E poi ancora e soprattutto per questa tappa: l’appennino ligure, che mi divide fisicamente da Genova ove il testimone passerà di mano.
    Quell’appennino ligure che, dopo averlo avvicinato, scavalcheremo anziché perforarlo e volarlo tramite una fredda e triste teoria di gallerie e viadotti.

    Da qui, dicevo, stamani si parte.
    Ore 8.02: ricevo la conferma dalla torre di controllo che Nadia, Enrico e Riccardo sono partiti.
    Ore 9.40: con un SMS Daniela confessa di scalpitare già attorno alla sua Amelia e di aver deciso di venirci incontro: ci attenderà a Gavi Ligure.

    Il primo tratto della tappa, quello di avvicinamento al testimone, attraversa quindi quel paesaggio già descritto sopra: passo al volo San Giuliano Nuovo e arrivo a San Giuliano Vecchio (che fantasia eh!?), entrambi sobborghi di Alessandria.
    Nella piazzetta di San Giuliano Vecchio attendo emozionato LaVolpe e i suoi pards per ricevere il testimone.
    Arrivano verso le 12.30 puntuali come un Bulova Accutron: battute, strette di mano, calore umano…. sembra di conoscersi da sempre, come essere stati compagni di banco.
    Passaggio del testimone ufficiale cartaceo e del testimone ufficioso gastronomico, ricevo una preziosissima bottiglia di Barolo Chinato che gusterò centellinandola sicuramente in qualche occasione speciale, come merita un vino di tal pregio, e una promettente torta alle nocciole.
    Nel frattempo Nea ha dato vento a tutta la sua “scalpitanza” ed ha deciso di raggiungerci proprio lì a San Giuliano per unirsi a noi.
    Nadia, Enrico e Riccardo avevano già preannunciato di unirsi alla mia tappa, cosa che mi riempie di gioia, tappa che percorreremo così in cinque: le cavalcature, oltre alla mia Remedios sono quindi RedFoxOne-Camilla, Suzana, Amelia e Gertrude.
    Puntiamo attraverso i territori “del Mandrogne” sulla SP 149, passiamo rapidamente un paesino minuscolo dal nome buffissimo, Pollastra, e siamo subito a Pozzolo Formigaro ove una eventuale sosta di fronte al castello del XV secolo, oggi sede municipale, la si potrebbe anche giustificare (secondo gusti o necessità dell’ora e del momento) con una sigaretta, una sorsata, una foto, un panino, un pipìstop,… ma noi stiamo già entrando a Novi Ligure esaurendo l’ultima pianura.
    Curiosità: si chiama Novi Ligure ma siamo ancora in provincia di Alessandria, in Piemonte quindi.
    (Agli amanti delle due ruote a pedale suggerisco una visita al Museo dei Campionissimi: Costante Girardengo e Fausto Coppi. Il primo originario di Novi e cantato anche da Francesco De Gregari nella sua canzone “il Bandito e il Campione” dedicata appunto a “Sante” Girardengo, oltre che a Sante Pollastri -il bandito- ed il secondo originario di poco lontano: il grande Fausto era di Castellania, sulle colline del Tortonese -ed a Castellania è visitabile la sua casa natale ed il piccolo mausoleo dedicato a lui ed al fratello Serse- ma a Novi ebbe il battesimo sportivo e a Novi visse per un periodo della sua vita; è fuori Novi, sulla strada di Serravalle, la famosa villa Coppi.)
    Da Novi Ligure, girando attorno al centro storico si comincia finalmente a salire (Via Antica per Genova e poi subito a sinistra sulla Strada Monterodondo poi SP 162) su una stradina che infilandosi fra i vigneti del Cortese di Gavi e le aziende vitivinicole, con scorci e colpi d’occhio rilassanti e bucolici, attraverso Monterotondo ci porta fino a Gavi Ligure.
    Anche qui: si chiama “Ligure” ma siamo ancora e sempre in provincia di Alessandria.
    Gavi è innanzitutto il Forte che dall’alto della collina sovrasta la piccola città.
    Il nucleo originario del forte risale al XII secolo ma si pensa che sul luogo già dal II secolo a.C. fosse presente un castello o qualcosa di simile.
    Rimaneggiato, ampliato e modificato nel corso dei secoli è stato utilizzato ancora durante la seconda guerra mondiale come campo di prigionia; oggi è visitabile e ne varrebbe veramente la pena.
    Anche il centro storico di Gavi Ligure varrebbe una passeggiata (e a trovarsi da queste parti durante le processioni delle confraternite si potrebbe assistere anche a uno spettacolo interessante).
    Ma abbiamo fame e il tempo non aspetterebbe tali piacevoli soste, per cui ci ripromettiamo un prossimo rendez-vous in loco e ci infrattiamo in un locale per una panino e una birretta.
    Da Gavi, riguadagnate le selle delle motociclette puntiamo finalmente verso l’Appennino ligure.
    Sulla SP 160 saliamo fino a Voltaggio e dopo aver salutato Nonnorichi che puntando sulla strada del ritorno ci priva della sua preziosa compagnia, abbandoniamo la SP 160, guadiamo il torrente Lemme (senza preoccupazione: il guado è bitumato) e cominciamo a salire sulla SP 166 verso il parco naturale delle Capanne di Marcarolo.
    La strada è stretta, se due auto si incrociano debbono rallentare parecchio e spesso una delle due deve accostare per consentire all’altra di incrociarla, per cui è d’obbligo un poco di sana prudenza.
    La strada comunque è praticamente quasi sempre deserta, se si escludono le ore di punta sabato-domenicali della stagione dei bagni o delle grigliate al torrente, ma a quest’ora fortunatamente non ricadiamo in quelle eventualità.
    Il bello è che su queste strade non si incrociano smanettoni esagerati, vuoi per la visibilità in curva spesso ridotta, vuoi per il fondo non sempre ottimale, vuoi perché le performances non abiterebbero comunque su questi nastri……
    Questo tratto diventa una vera goduria per chi invece non ha fretta, per chi sa guidare guardandosi intorno, rallentando o fermandosi senza farne una questione di “chilometri barra tempo”, per chi sa godere del guidare anche quando il morbido alternarsi delle marce è spesso un “prima-seconda”, raramente più di un “seconda-terza”.
    Giunti al bivio detto “Gli Eremiti” siamo già nel Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo, teniamo la sinistra sulla SP 165 (dalla cappelletta votiva si potrebbe salire a piedi in circa un’ora e mezza su un sentiero ripido sino al rifugio sul monte Tobbio) e proseguiamo ancora.
    Questo tratto di strada è uno dei miei “percorsi dell’anima”.
    L’ho percorsa in questi ultimi 25 anni parecchie volte, prima timidamente col Dyane 6 scappottato dei miei 20 anni, poi con la mountain bike, poi con la motocicletta… occasioni ripetute di bagni al Gorzente (altro torrente che guaderemo un po’ più in là) o di sgambate fin sul Tobbio.
    Si sale ancora un po’ e si giunge su un ampio promontorio inghiaiato, sulla destra di un curvone che piega verso sinistra, dove vale la pena fermarsi un attimo e guardare la bellezza della valle sotto di noi.
    LaVolpe lascia la sua ReFoxOne sul cavalletto e parte di corsa verso l’orlo del precipizio, per fortuna si ferma in tempo: era solo per contemplare il paesaggio.
    E’ questo il punto più alto di questo primo tratto appenninico.
    Da qui scendiamo sino a guadare un altro torrente, il Gorzente (anche qui il guado è stato bitumato, quindi a meno che il torrente non sia in piena non vi sono problemi).
    Anche dal guado si può salire a piedi fin sul rifugio del Tobbio in poco più di due ore; da qui il sentiero è decisamente più dolce.
    Dopo il guado la strada torna a salire, sempre fra curve e tornanti, per arrivare al Sacrario dei Martiri della Benedica.
    Non vi avevo ancora detto: questo appennino è stato teatro di lotte partigiane durante la liberazione dal nazifascismo.
    Qui è d’obbligo, a mio parere, fermarsi e “rendere omaggio”.
    Sono visibili poco più in là le fosse comuni dove vennero trucidati i partigiani e ancora oltre la curva i ruderi del Monastero della Benedica fatto esplodere dai nazifascisti.
    Non so perché, l’aria fra queste due o tre curve mi è sempre parsa “pesa”, in tutti questi anni ogni volta che mi ci sono soffermato o che ci sono passato ho sempre sentito questo peso dell’aria e della storia.
    Forse la zona è ancora intrisa di quelle grida, di quelle paure, di quel terrore, di quegli ideali falciati.
    Un particolare: sulla curva davanti alle fosse, a destra, c’è una piccola cappella votiva dedicata ai partigiani che finirono nelle fosse comuni lì sotto e sbirciandovi dentro una cosa che mi ha sempre colpito è il risultato di quella fredda sottrazione aritmetica fra quell’aprile 1944 e le date di nascita dei partigiani lì ricordati: 18-20-22 anni l’età media e assolutamente predominante, il più giovane ne aveva 17, il più grande forse 25.
    Erano ragazzi, ragazzini diremmo oggi di alcuni di loro.
    Se fossero sopravvissuti ora sarebbero nonni, vecchietti seduti al bar con chissà quante cose da raccontare e chissà quanti ideali che la storia poi avrebbe loro sfilacciato.
    A quei “ragazzi” lì non è rimasta neppure quella soddisfa, per quegli ideali sono stati trucidati.
    E mi son chiesto tante volte se io a 18 anni sarei stato capace di prendere in mano un fucile e combattere fino a morirci in nome di un ideale.
    E me lo son chiesto tante volte mano a mano che nuovi 18enni si susseguivano stagliandosi sul panorama del mondo; fino ad oggi.
    E non ho ancora risposta.
    E ho timore, a volte, dell’ipotetica risposta.

    Rimontiamo in sella un po’ turbati, un po’ pensierosi forse, dopo aver parlato dei fatti legati a quel luogo. Sulla SP 167/SP4 arriviamo a Capanne di Marcarolo e poi attraversiamo Piani di Praglia dove il paesaggio si apre in ampi scorci molto belli e dove parecchi prati inviterebbero a stendere una coperta e fermarsi un poco.
    Raggiungiamo ancora Campomorone e poi scendiamo su Pontedecimo.
    Siamo quindi alle porte di Genova, ci fermiamo per un aperitivo e qui avviene il passaggio del testimone.
    Foto, battute e passaggio di consegne attirano l’attenzione e la curiosità degli astanti: è ora di cazzeggio, quasi di aperitivo, sulla piazzetta si affacciano un paio di bar e l’attenzione volge pertanto a noi che ne facciamo centro.
    Baci e abbracci, la tappa “formale” è compiuta; Nea possiede ora la gioia del testimone e noi il calore del ricordo di averlo portato sin qui.
    Nadia, Enrico ed io imbocchiamo la SS 35 bis dei Giovi come via del ritorno e risalendo verso nord valichiamo il passo dei Giovi per poi passare in successione Busalla, Ronco Scrivia, Isola del Cantone, Arquata Scrivia, Serravalle Scrivia, Cassano Spinola…. Tortona ….. Alessandria.
    Ceniamo insieme e poi ognuno imbocca la strada per la propria abitazione.
    Rimangono, una volta giunto a casa e messa sul cavalletto Remedios nel silenzio della tarda serata che oramai sconfina nella notte, una cavalcata di pensieri e sorrisi e immagini e suoni e chiacchiere e risate che hanno dato colore e calore a una giornata che proprio per questo è diventata speciale: di quelle da ricordare.
    ….. E quando le giornate sono come questa sembra sempre troppo presto quando si spegne la lampada e si chiudono gli occhi per prender sonno.
    Un grazie di cuore a queste persone speciali: a Nadia, a Enrico, a Riccardo e a Daniela per aver condiviso con me questa emozione.
    Un bacio alle due ragazze.
    E ancora un grazie particolare a Nea, artefice di questa splendida motostaffetta che sta regalando emozioni e incontri in giro per la nostra bella Italia.

    Se passate da queste parti fatemi un fischio: se appena posso un bicchiere, 4 chiacchiere e una manciata di km. insieme mi faranno molto piacere.

    A passo contemplativo ovviamente: non ho fretta di vivere io.
    Namasté! [mukka]




    Ho smesso di credere nel progresso.... Che sia un progresso ? (FOTO)
    Luciano, cavaliere del nord-est e cavaliere al merito del nord-ovest, su Remedios (bmw R1150GS)

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    Domenica 9 settembre 2007

    Tedofori: Nea , + Mafalda (mia sorella Monica)

    Tappa n° 7: Genova-MonteFasce-5Terre-La spezia

    La mia tappa inizia a Pontedecimo o ponteX come viene indicato in alcuni cartelli, in un bar davanti a un aperitivo dopo una giornata tra l’appennino ligure e la “pampa” alessandrina mi viene consegnata la tanto desiderata staffetta.
    L’emozione di sfogliare il diario di bordo, leggere i pensieri dei tedofori precedenti e immaginare quelli futuri, mi fa rendere conto del simbolo di un’ unione che è diventato questo quaderno di pagine bianche che non aspettano altro che essere riempite di emozioni pensieri

    Vado a casa e non riesco a staccarmi dal mio tesoro, tanto che alla fine finisce a dormire con me ,sotto il mio cuscino!

    Ormai è mattina, la sveglia suona alle 6.00….finalmente è il mio giorno!!! Ruzzolo giù dal letto e rotolo giù dalle scale, carico il bauletto e mi appresto ad andare a prendere il mio “zainetto tuttofare”: mia sorella Monica , iscritta al forum per ora purtroppo solo da spettatrice con il nik Mafalda, che condividerà con me questa tappa, senza troppe parole,solo quelle giuste come quando da bambine ci bastava uno sguardo per capire mille pensieri.Le metto in una mano una macchina fotografica nell’altra la telecamera e via si parte…..
    L’emozione e tanta e mi fa sbagliare due volte gli incroci davanti a casa mia,…. finalmente imbocco la strada giusta per il monteFasce: una strada a picco sul mare popolata di giorno da famiglie in cerca di prati per pic nic e di notte da amanti in cerca di intimità davanti a un panorama splendido o dai novelli Buffalo Bill che dal tramonto all’alba sparano contro i cartelli per provare le loro nuove armi giocattolo o dimostrare e vincere scommesse sulla propria mira in un moderno far west tutto al genovese….
    Ma ora questo clima da guerra, amore ,gioco e sesso clandestino è finito c’è il risveglio del bosco, l’aria frizzante in faccia gli uccellini che svolazzano qua e la ci introducono in questo angolo di campagna all’interno della città,un leprotto,alcuni cavalli e maiali e una splendida volpe rossa ci attraversano la strada quasi per essere anche loro partecipi del giro…..

    Scendiamo a Recco e iniziamo la via aurelia , superiamo Camogli,Rapallo,Chiavari e Sestri Levante . Iniziano le gallerie,che da Riva Trigoso arrivano fino a Deiva Marina, una strada a senso unico alternato scavata negli scogli, un tempo utilizzata per la ferrovia, regolata da semafori che abilitano il passaggio ogni 25 minuti.
    Arriviamo alla prima galleria 5 minuti prima che scatti il semaforo verde, giusto il tempo di inebriarci col l’odore di salsedine che arriva dagli spruzzi salmastri subito sotto di noi, e di notare che sul cartello stradale luminoso, assolutamente anacronistico rispetto al clima antico delle gallerie appare scritto “deiva strada chiusa al traffico causa gara ciclistica” preannunciandoci così che il seguente percorso sarebbe stato un susseguirsi di su e giù attraverso strade obbligate.

    Tutto ciò non ci impedisce di prendere una viuzza poco percorribile e di inserirci in quella strada chiamata confidenzialmente “bracchetto”, cioè quella che percorre tutte le cinque terre a strapiombo sul mare. Il panorama è unico, il sole e l’ombra si alternano a riscaldare e infreddolire mani e naso e l’odore di pino misto a quello del mare obbliga ad alzare la visiera e a rallentare l’andatura…… godiamo di questa meraviglia del mondo, ma in questi casi il tempo sembra volare e ci accoglie quasi subito La spezia col suo arsenale militare, con le sue navi grigie e i suoi sottomarini .

    Superiamo il museo navale e arriviamo a destinazione….il mio compito è finito, la staffetta è consegnata….Mi separo da lei sapendo di lasciarla in ottime mani, sapendo che la ritroverò più ricca….

    Buona strada tedofori…..


    ----vento in faccia e salsedine tra i capelli-----
    ----motogirovaga su er5-amelia ----

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